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Capire i mercati finanziari: Quattro tipi di strumenti del mercato del credito

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Published under Banche, Economia e dintorni

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19 Ottobre 2012

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In base alle tempistiche dei loro flussi di cassa, possiamo distinguere quattro tipi fondamentali di strumenti del mercato del credito.

 1. Un prestito semplice,  in cui il creditore fornisce al mutuatario una determinata quantità di fondi che gli devono essere rimborsati alla data di scadenza, con un pagamento supplementare per l’interesse.

2. Un prestito a rata costante, in cui il creditore fornisce al mutuatario alcuni fondi che devono essere rimborsati restituendo periodicamente (per esempio ogni mese), per un certo numero di anni, un medesimo quantitativo composto da una quota di capitale e una di interesse. Per esempio, se prendeste in prestito 1.000 euro, con questo strumento vi potrebbe essere richiesto di pagare 126 euro ogni anno per 25 anni. I prestiti rateali, quali i finanziamenti per gli acquisti di automobili e i mutui ipotecari, sono spesso del tipo a rata costante.

In gergo tecnico l’ammortamento (la restituzione) del prestito tramite una rata costante viene chiamato ammortamento francese.

3. Un‘obbligazione con cedola (o obbligazione con coupon) assicura al proprietario il pagamento di una cedola ogni anno fino alla data di scadenza, quando verrà rimborsato un determinato importo finale, il cosiddetto valore nominale o par value.1 Il titolo ha questo nome perché un tempo il suo portatore richiedeva il pagamento staccando una cedola dall’obbligazione e inviandola all’emittente, che a quel punto gli trasmetteva il pagamento; tuttavia, oggi questo non è più necessario. Un’obbligazione con cedola, del valore nominale di 1.000 euro, per esempio, potrebbe fruttare un pagamento di cedola di 100 euro l’anno per dieci anni, e alla data di scadenza prevedere il rimborso del valore nominale pari a 1.000 euro. Tenete presente che il valore nominale di un’obbligazione è generalmente in multipli di 100.

Un’obbligazione con cedola è identificata da tre informazioni. La prima è la società o l’ente che l’ha emessa, la seconda è la sua data di scadenza, mentre la terza è il tasso cedolare o tasso nominale, ovvero l’importo del pagamento annuale della cedola espresso come percentuale del valore nominale dell’obbligazione.

Nel nostro esempio è previsto un pagamento annuale della cedola di 100 euro a fronte di un’obbligazione con un valore nominale di 1.000 euro: il tasso cedolare è quindi 100/1.000 = 0,10, vale a dire il 10%. Gli strumenti del mercato dei capitali, quali i BTP (Buoni del Tesoro Poliennali) e le obbligazioni statali e societarie, sono esempi di obbligazioni con cedola.

4. Un titolo a sconto (noto anche come obbligazione senza cedola o zero-coupon bond) viene acquistato a un prezzo inferiore al suo valore nominale (con uno sconto); alla scadenza, tuttavia, è previsto il rimborso del valore nominale.

A differenza di un’obbligazione con cedola, il titolo a sconto non garantisce alcun pagamento di interesse, ma rimborsa unicamente il valore nominale. Per esempio, un titolo a sconto con un valore nominale di 1.000 euro potrebbe essere acquistato per 900 euro; dopo un anno al titolare sarà rimborsato il valore nominale di 1.000 euro. I BOT (Buoni Ordinari del Tesoro) e i titoli senza cedola a lungo termine sono entrambi esempi di titoli a sconto.

Questi quattro tipi di strumenti richiedono i pagamenti in tempi diversi: per i titoli a sconto il pagamento è previsto soltanto alla data di scadenza, mentre i prestiti a rata costante e le obbligazioni con cedola comportano pagamenti periodici fino alla scadenza. Come potreste determinare quale di questi strumenti vi garantisce un rendimento maggiore? Essi vi sembrano così diversi perché i relativi pagamenti avvengono in tempi differenti.

Successivamente analizzeremo il perchè i tassi di interesse variano a seconda delle particolari variabili esogene che sono interne alla dinamica di domanda e offerta insita allo strumento finanziario stesso , per oggi e’ tutto.

economista, analista e trader

Savatore Carrivale




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