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Critica alla Teoria Moderna della Moneta (ultima parte)

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Published under Banche, Economia e dintorni

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01 ottobre 2012

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Collasso della Supernova del Debito  

Come osservò Walter Bagehot, direttore del The Economist nel XIX secolo: “in particolari momenti una grande quantità di persone stupide ha una grande quantità di denaro stupido… Ad intervalli, per cause che non sono lo scopo presente, il denaro di queste persone — il capitale cieco, come lo chiamiamo noi, del paese — è particolarmente grande; cerca qualcuno che lo divori, e ce n’è una “pletora”; trova qualcuno e vi è “speculazione”; viene divorato e c’è “panico”.”

Anche se Bagehot è morto nel 1877 — più di 130 anni fà — la sua descrizione del ciclo boom-bust è ancora precisa in quest’epoca di sistemi monetari “moderni”. Questo perché i cicli di boom-bust di oggi, proprio come quelli di ieri, sono guidati da un accumulo di investimenti e debito improduttivi.

 

La distinzione fondamentale non è tra “pubblico” e “privato”, ma tra “produttivo” ed “improduttivo”. Ecco perché i flussi di credito produttivi facilitano la crescita corrispondente nella ricchezza reale dell’economia reale, mentre i flussi di credito improduttivi no.

Quando il boom artificiale implode, il risultato è drammatico — e deflazionistico. Come una stella che collassa, il rapporto di credito a disposizione dell’economia reale va da una “sovrabbondanza di massa” ad una “massiccia carenza” nello spazio di un crollo del mercato. Dove prima le banche concedevano prestiti a chiunque, improvvisamente non prestano più a nessuno. Dove prima gli investitori erano spavaldi, improvvisamente sono terrorizzati.

Durante il collasso della supernova, i biliardi di dollari nei flussi di credito privati evaporano nell’etere — il risultato globale di prestiti estinti in preda al panico, ma non sostituiti. E’ questo il tipo di situazione in cui le autorità possono ritrovarsi impotenti, poiché la dimensione dei flussi di credito privati creati è gigantesca rispetto a quello che la FED può catturare con scarso preavviso.

Falsa Applicazione dei Trend 

Come bonus aggiuntivo, questo modello ha una grande utilità per gli operatori che vogliono sfruttare i falsi trend famosi grazie a Soros.

Notate le frecce blu – durante il tempo in cui la supernova è in espansione, non si vuole ignorare o far smorzare il falso trend… lo si vuole cavalcare!

Il boom del debito improduttivo può creare eccellenti opportunità per il trader disposto a rimanere long durante la salita, mentre osserva da vicino il tempo per rallentare (o addirittura invertire e posizionarsi short), con l’avvicinarsi della soglia della supernova.

Si noti, inoltre, che questo modello è coerente con le onde sempre più febbrili del sentimento degli investitori, mentre il boom del debito improduttivo raggiunge la massa critica. La supernova brucia al suo massimo e si espande sempre di più poco prima di implodere.

E’ l’Economia Reale, Stupido

 Notare un tema importante che predomina in tutta questa critica: E’ l’economia reale che conta. Lo è sempre stato, e sempre lo sarà.

La vera ricchezza non viene creata con una stampante o stabilita per decreto governativo. La vera ricchezza è fatta di asset, risparmi, beni e servizi – la produzione produttiva dell’economia sottostante.

E così la pantomima dell’auto-finanziamento dei governi conta solo poco più di un tecnicismo. Il governo Statunitense non potrà mai andare tecnicamente in default… bene, e allora? Il potere finanziario del governo degli Stati Uniti è ancora indissolubilmente legato alla capacità produttiva dell’economia reale degli Stati Uniti.

Ed è per questo che è la scissione tra produttivo ed improduttivo che conta di più. Gli investimenti produttivi consentono un corrispondente aumento della salute e delle dimensioni dell’economia reale. Gli investimenti improduttivi no.

Questa suddivisione mostra anche perché Warren Mosler ha torto quando afferma goffamente che “Non c’è crisi finanziaria così profonda che un taglio delle tasse sufficientemente grande o un aumento della spesa non possa curare.”

Ha torto per questo motivo:

  • IL GOVERNO PUO’ SPENDERE A PROPRIO PIACIMENTO, MA NON PUO’ SPENDERE PRODUTTIVAMENTE A PIACIMENTO.

Volete 600 miliardi di dollari? Nessun problema, lo zio Ben può farveli avere.

Volete assicurarvi che i 600 miliardi di dollari siano incanalati e diretti sapientemente in modo da garantire la crescita sana e produttiva dell’economia reale? Niente da fare. Il governo sta all’efficienza come Britney Spears sta al canto. E così quando il governo investe improduttivamente, cioè prende in prestito o spende improduttivamente, non aiuta le cose. In realtà non fa che peggiorarle.

E ancora, la necessità di spendere in modo produttivo mostra anche perché i costi di finanziamento effettivamente HANNO importanza. Quando i costi di finanziamento raggiungono livelli inaccettabili, le enormi quantità di spesa pubblica diventano improduttive, poiché i nuovi flussi di credito sono intrappolati per estinguere gli obblighi di debito sempre più onerosi.

Quando gli investitori nervosi spostano le loro preferenze non appena i costi di finanziamento si intensificano, creando un ciclo rovinoso auto-perpetrante nelle fasi finali, “l’alchimista che non esaurisce mai l’oro” può ritrovarsi nei guai.

Ignorare le Lezioni della Storia

 Un ultimo punto cocente della MMT: Nel loro zelo per abbracciare un mero tecnicismo (la capacità del governo moderno di pagare con una stampante), le lezioni della storia sono state dimenticati e scartate. Lezioni come queste:

  • Nel corso del tempo, ogni impero ha raggiunto una “data di scadenza”.
  • I boom/bust sono nella natura dell’uomo… nella sua psiche… nel suo DNA.
  • E’ la tendenza umana, ignorare i problemi fino all’ultimo momento.

Quest’ultimo punto è particolarmente importante. Attraverso i millenni, abbiamo visto innumerevoli crolli a tutti i livelli. Fortune individuali e familiari, imperi economici e sovrani hanno scandito lo scorrere del tempo, per poi crollare con grande regolarità.

L’insorgere di una tale crisi spesso rassomiglia ad un crollo di un ponte.

Per lungo tempo, nel ponte sono apparse piccole crepe – ma non le vediamo, a meno che non le si cerca con cura.

Così, per quelli con un senso di fiducia malriposto è facile dire: “Oh, il ponte è a posto. E’ qui da decenni… e sempre sarà qui…”

Finché un giorno i camion di passaggio si trovano lì nel momento sbagliato, e la struttura inizia a vacillare – e il tutto va giù in un lampo.

Si tratta di una previsione? No, ma è una richiesta di genuina preoccupazione. Se l’impero Americano è come un ponte, allora oggi possiamo vedere delle fratture – crepe nella fondamenta – tutt’intorno.

Le condizioni attraverso le quali l’America ha raggiunto lo status di valuta di riserva mondiale si stanno sgretolando ai margini. Giocatori come Cina e Russia stanno compiendo passi piccoli ma significativi per tagliare via il $USD dai loro modelli commerciali. Washington sembra essere caduta nelle mani di una quasi-oligarchia finanziaria, piegata al mantenimento di politiche inflattive di stimolo a tutti i costi (a prescindere del danno per l’economia reale).

In questo contesto, credo, i Teorici Monetari Moderni si pongono nella parte sbagliata della storia. Ignorano tutte le micro-tensioni in una convinzione pittoresca secondo cui “l’auto-finanziamento” è simile all’immortalità, trascurando l’impatto del cambiamento delle preferenze degli investitori, come anche il declino della credibilità e della fiducia.

“Bah!” dicono i sostenitori della MMT. “I deficit non hanno importanza – il governo degli Stati Uniti sarà SEMPRE in grado di finanziare sé stesso!”
Questo atteggiamento non è utile. Il default tecnico potrebbe essere impossibile, sì. Ma avverrà un default de facto, o una lenta discesa per il cattivo debito e gli investimenti improduttivi? Questa è certamente una possibilità – una che i sostenitori della MMT sostengono di non vedere.

 




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