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I derivati (quarta lezione): gli swap

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Published under Banche, Derivati, Economia e dintorni

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11 ottobre 2012

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I contratti di SWAP vengono stipulati tra due controparti che hanno accesso a due situazioni finanziarie distinte (a livello di tasso di interesse o di valute), a condizioni differenti l’una dall’altra. Con questi contratti si possono scambiare un tasso di interesse fisso con uno variabile, un importo in una valuta con un importo in una valuta diversa.

Ad esempio:

Un’impresa italiana che abbia esportato merci negli Stati Uniti con pagamento in dollari a sei mesi (periodo nel quale dovrebbe quindi affrontare il rischio che il dollaro si deprezzi nei confronti dell’euro) potrebbe cancellare tale rischio scambiando questo importo con quello di un’impresa statunitense che abbia esportato merci in un paese europeo con pagamenti in euro, sempre a sei mesi. I due contraenti normalmente non si conoscono ed ecco allora intervenire una banca o  un’istituzione finanziaria che funge da intermediario. Naturalmente, bisognerà pagare alla stessa banca una commissione per il suo servizio.

Gli swap costituiscono una della più recenti innovazioni dei mercati finanziari nell’ambito degli strumenti derivati.

Lo swap consiste quindi nell’accordo privato tra due parti che si scambiano flussi di cassa a date certe, secondo una formulazione prestabilita fra esse.

Se portiamo un altro esempio:

il cliente A accende un mutuo a tasso fisso e comincia a pagare un mutuo a tasso variabile del cliente B alla SGR; a sua volta, il cliente B, che aveva acceso un mutuo a tasso variabile, corrisponderà alla SGR le rate del mutuo a tasso fisso del cliente A.

Ovviamente, le parti del contratto swap non si conoscono in quanto non stipulano un contratto tra loro, ma bensì con la SGR o con una Banca.

Adesso sorge spontanea la domanda,  Qual è il rischio di controparte?

Il rischio di controparte è sempre a carico del cliente: La SGR (Società di Gestione del Risparmio) svolge solo un ruolo di intermediazione finanziaria agendo per conto terzi (non per conto proprio). Il cliente non firma un contratto con la SGR, ma con un altro cliente della SGR; la controparte resta anonima e non controfirma il contratto. Ossia, ogni cliente ha la copia del contratto con la propria firma senza la sottoscrizione della controparte. Prendiamo in esame l’esempio dei due clienti A e B che stipulano un contratto di mutuo, uno a tasso fisso l’altro a tasso variabile. Se nel contratto non è previsto che la SGR sia garante del debito, in caso di insolvenza del cliente B, il cliente A sarà costretto a pagare due mutui:

il proprio senza ricevere somme dalla SGR in quanto B è insolvente, e quello di B alla sua banca in quanto resta valido l’impegno con la SGR.

Per tutelarsi da questo tipo di rischi occorre che nelle clausole del contratto sia prevista la cessazione dell’obbligo verso la SGR se essa, per insolvenza della controparte anonima, non è più in grado di pagare il mutuo del cliente; oppure che la SGR pachi ad A il mutuo (ad esempio attingendo da un’assicurazione o da un fondo garanzia contro le insolvenze) al posto del cliente B, quando questo non sia più in grado di pagare.

È possibili distinguere due tipologie principali di operazioni swap sulla base dei flussi finanziari scambiati:

swap di interessi (interest rate swap, IRS);

swap di valute (currency swap, CS).

Abbiamo anche altri tipi di swap come:

Swap di commodities. E’ un contratto stipulato fra due controparti che si scambiano nel tempo un flusso di pagamenti indicizzati al cambiamento di una commodity da un lato e a un tasso fisso dall’altro. Un esempio comune sono swap sul prezzo del petrolio.

Swap di protezione dal fallimento di un’azienda (Credit default swap, CDS). È un contratto di assicurazione che prevede il pagamento di un premio periodico in cambio di un pagamento di protezione nel caso di fallimento di un’azienda di riferimento. Di tale contratto parleremo meglio in seguito, quando tratteremo i derivati creditizi.

Interst rate swap (IRS):

Lo swap sui tassi di interesse è un contratto attraverso cui le parti – in date stabilite

per un tempo prefissato – si scambiano flussi di cassa calcolati applicando ad uno

stesso capitale nozionale due diversi tassi di interesse:

  • il tasso fisso, stabilito alla stipula del contratto stesso;
  • il tasso variabile, ristabilito ad ogni data di osservazione delle cedole.

Il capitale nozionale, ovviamente non è oggetto di scambio tra le parti.

Si definisce acquirente del contratto swap:

colui che è tenuto a versare gli interessi calcolati col tasso fisso e riceve quelli determinati col tasso variabile;

al contrario, si definisce venditore dello swap:

colui che riceve i pagamenti calcolati in base al tasso fisso ed è tenuto a versare quelli in base al tasso variabile.

L’ acquirente beneficia di un flusso netto positivo se i tassi aumentano, mentre versa un saldo negativo se i tassi di interesse diminuiscono. Dunque è evidente che l’acquirente dello swap ha aspettative rialziste sui tassi. Il venditore ribassiste.

Caratteristiche principali del IRS:

  • il contratto ha scadenze che superano l’anno
  • è scambiato sui mercati OTC (over-the-counter)
  • ha le scadenze dei pagamenti (flussi) determinate a 3,6,9,12 mesi, ma le parti si possono accordare diversamente
  • può essere ceduto ad un’altra controparte rinegoziandone le caratteristiche
  • tassazione delle plusvalenze attualmente al 20% (decreto legge n.138 del 13 agosto 2011)

Esistono tre tipi di interest rate swap: coupon swap, basis swap, cross-currency interest rate swap.

 

Currency swap (CS):

Il currency swap è un contratto stipulato tra due controparti che si scambiano nel tempo un flusso di pagamenti denominati in due diverse valute. La differenza tra generico interest rate swap ed un generico currency swap consiste nel fatto che quest’ultimo richiede non solo lo scambio di pagamenti dei tassi di interesse ma anche lo scambio iniziale e finale di  un principale. Lo scambio iniziale avviene all’inizio dello swap; lo scambio finale avviene alla data di scadenza dello swap. Dal momento che i pagamenti fatti dalle due parti sono in valute differenti, i pagamenti non vengono compensati fra loro. Queste differenze evidenziano come in un currency swap l’esposizione di una controparte al rischio di credito dell’altro sia più ampio. In dipendenza del fatto che le due parti di un currency swap paghino un tasso di interesse fisso o variabile, la transazione viene classificata come fisso/fisso, variabile/fisso, variabile/variabile currency swap .

In genere hanno una durata tra i due e dieci anni, e sono negoziati sui mercati OTC .

 

Commodity swap:

Il commodity swap è un derivato collegato al prezzo di una merce o materia prima. Le due parti (la banca e il cliente) si accordano per scambiarsi tra loro un prezzo fisso concordato contro un prezzo variabile, da determinarsi sulla base di parametri collegati  al costo futuro della merce o materia prima sottostante.

Durante l’efficacia del contratto ed alla fine di ogni periodo di riferimento, si possono presentare due distinte situazioni:

  • il prezzo variabile è più alto del prezzo fisso: la controparte pagatrice del prezzo variabile corrisponderà il differenziale, se positivo, tra prezzo variabile e prezzo fisso moltiplicato per la quantità per il periodo di riferimento.
  • il prezzo variabile è più basso del prezzo fisso: la controparte pagatrice del prezzo fisso corrisponderà il differenziale, se positivo, tra prezzo fisso e prezzo variabile moltiplicato per la quantità per il periodo di riferimento.

La funzione del commodity swap dovrebbe essere quella di garantire il cliente dal rischio di oscillazione del prezzo di un determinato bene. Detto prodotto può essere funzionale sia a chi agisce su un mercato con funzione di venditore (ad esempio, un produttore di un bene alimentare) e voglia garantirsi dal rischio di eccessivo ribasso del prezzo di una merce e sia a chi agisce come importatore/acquirente di una determinata materia prima (ad esempio, petrolio, rame, ecc.) e voglia tutelarsi dal rischio di eccessivo rialzo del prezzo della stessa commodity.




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