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I derivati (quinta lezione): Credit Derivatives (parte1)

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Published under Banche, Derivati, Economia e dintorni

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12 Ottobre 2012

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In risposta alla crescente esigenza di banche, società finanziarie e investitori di controllare i rischi di insolvenza legati ai loro investimenti, si sonorecentemente sviluppati i credit derivatives (contratti derivati di credito).

Si tratta di strumenti finanziari negoziati in mercati OTC, che consentono di assumere un rischio di credito evitando il trasferimento del credito sottostante e il ricorso a forme di garanzia personale o reale. Infatti. I credit derivatives consentono di separare il rischio di credito dal titolo sottostante (obbligazione, prestito,…) e lo trasforma in un titolo trasferibile. In tal modo, essi forniscono all’investitore un’assicurazione contro movimenti avversi nella qualità del credito del debitore. Infatti, se un debitore diventa insolvente, l’investitore subirà delle perdite dall’investimento, ma le perdite verranno compensate dai guadagni sui credit derivatives.

In alternativa, i credit derivatives permettono di assumere un rischio di credito verso una società senza dover sostenere quei costi necessari all’acquisizione del titolo o la concessione del prestito e i rischi legati al titolo (di mercato, di consegna, di cambio).

A differenza dei tradizionali  financial derivatives, nati per la gestione dei rischi di mercato, i credit derivatives si caratterizzano come sopra esposto, per il trattamento del rischio di credito: “Consentono di isolare, attribuire un prezzo e trasferire il rischio di credito implicito in ogni esposizione creditizia” senza che venga alienata l’attività finanziaria di riferimento;  la caratteristica principale dei derivati creditizi è che permettono di trasformare il rischio di credito di un asset creditizio in merce di scambio o prodotto di massa (commodity). Come ogni commodity, il rischio di credito viene scambiato in appositi mercati, “over- the – counter” , attraverso dealer specializzati e market maker e assume le seguenti caratteristiche:

1 – è un prodotto con domanda elastica rispetto al prezzo;

2 – gli scambi, normalmente, avvengono richiedendo agli operatori margini unitari bassi, indipendentemente dai volumi scambiati;

3 – i metodi di pricing e gestione delle posizioni non sono più basati su tecniche peculiari, internamente sviluppate da ogni azienda, ma su modelli e software di ampia diffusione;

4  – il periodo di detenzione delle posizioni è solitamente breve e non necessariamente termina alla scadenza del relativo contratto.

STRUTTURA DEI CONTRATTI CREDIT DERIVATIVES:

Per una esatta individuazione delle caratteristiche dei derivati  creditizi, è opportuno indicarne gli  elementi distintivi, così come indicati dall’ISDA, di natura tecnica e contrattuale:

1)    Il sottostante del derivato creditizio: è rappresentato da  da un “soggetto” definito Reference Entity  (nominativo di riferimento) nei confronti del quale esiste una esposizione creditizia. La valutazione del merito creditizio si determina ricorrendo ad una “attività di riferimento” e tiene conto del rischio di default di un’esposizione debitoria del Reference Entity e/o del rischio di deterioramento della qualità del credito;

2)    Controparti impegnate in un contratto di credit derivatives: si distingue tra l’operatore che vende la protezione e, quindi, “acquista” il rischio (protection seller) e l’operatore che acquista la protezione (protection buyer) e, quindi, vende il rischio.

3)     Il Credit Event: si intende un particolare evento che, realizzandosi, consente all’acquirente della protezione di ricevere dalla controparte un pagamento contrattualmente stabilito ex ante. Tale evento può, in linea generale, essere assimilato al  realizzarsi del mancato adempimento dell’obbligazione di pagamento contrattualmente individuata quale connessa al Reference Entity.  La ratio del  credit event è sostanzialmente differente da quella del tradizionale  event of default (caso di inadempimento), in quanto quest’ultimo ha lo scopo di far decadere il debitore dal beneficio del termine al verificarsi dei primi segnali che possono preludere ad un suo futuro stato di insolvenza e, quindi, tende ad essere il più ampio possibile, a tutela e a vantaggio del creditore. Il credit event, al contrario, ha il fine di rilevare nel modo più oggettivo possibile le situazioni che rappresentano un tangibile ed inequivocabile segno di insolvenza del debitore,  in quanto da queste determinazioni dipenderà il sorgere della prestazione pecuniaria dovuta dal venditore della protezione.  Il Credit Event, di norma, si considera avvenuto soltanto quando esistono informazioni pubbliche (publicly available information) che descrivono come accaduto l’evento dedotto in contratto e sempre che l’informazione non abbia origine dal compratore della protezione. Le parti specificano le fonti e la tipologia di informazioni necessarie per dare prova del verificarsi di un credit event e  i parametri da utilizzare al fine di scindere le cause  che hanno determinato la variazione del valore del contratto. Le fonti generalmente riportate in contratto sono  quotidiani nazionali a larga diffusione, o reti di informazioni elettroniche. Nella prassi la definizione di credit event è molto ampia e articolata, variando notevolmente da contratto a contratto e  in funzione della natura pubblica o privata del Reference Entity stesso.

L’ISDA, a tale proposito, individua differenti ipotesi di credit event:

  • Failure to pay: è il mancato pagamento da parte della Reference Entity del dovuto su una o più determinate obbligazioni, per un ammontare totale non minore al  payment requirement. Viene concesso un margine di tempo per provvedere al pagamento pari a tre giorni lavorativi o, se specificato, un periodo di tolleranza (grace period).
  • Restructuring, riguarda una ristrutturazione dell’obbligazione le cui nuove condizioni sono peggiori in senso economico-finanziario per gli investitori, ovvero:

1)    riduzione nel tasso, o nell’ammontare degli interessi pagabili o nell’ammontare degli interessi maturati;

2)    riduzione nell’ammontare di capitale principale, o nel premio pagabile a scadenza o alle programmate date di rimborso;

3)    posticipazione o differimento della data di pagamento in conto capitale o in conto interessi;

4)    cambiamento nella graduatoria dei pagamenti per priorità che dia luogo a subordinazione o postergazione;

5)    cambiamento di valuta o di composizione dei pagamenti degli interessi e del capitale.

 

  • Bankruptcy:  è considerata bancarotta una delle seguenti tipologie di evento creditizio della reference entity:
  1. fallimento;
  2. dichiarazione di insolvenza o riconosciuta incapacità a pagare i debiti per quanto dovuto;
  3. ammissione a procedure concorsuali;
  4. nomina di un amministratore o liquidatore per tutte le attività;
  5. processi di espropriazione della proprietà o parte di essa.

 

4)   Il settlement del derivato creditizio:  circa le tecniche di settlement, possono individuarsi diverse varianti:

  • Physical Settlement, prevede  il pagamento del prezzo nozionale contro consegna dell’attività di riferimento;
  • Cash Settlement : il venditore della protezione si impegna a pagare alla controparte una somma pari alla differenza tra il prezzo nozionale e il prezzo di mercato successivo alla data in cui si verifica il credit event.

 

TIPOLOGIE CREDIT DERIVATIVES:

  • CREDIT DEFAULT OPTION
  • CREDIT DEFAUL SWAP
  • CREDIT SPREAD SWAP
  • CREDIT SPREAD OPTION
  • CREDIT-LINKED NOTE
  • CREDIT-LINKED WARRANT
  • TOTAL RATE OF RETURN SWAP
continua….



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