iForexFacile

Il portale dedicato a chi non si limita a SAPERE ma tende a CAPIRE…

   

La grande crisi dell’euro e dell’Europa… (parte quarta)

Tag icon

Published under Banche, Economia e dintorni, I.P. (Important Post)

Clock icon

22 Ottobre 2012

Comments icon

No comments

UNIONE EUROPEA (UE)

Cosa ha fatto:

  • Ha creato un fondo di sostegno finanziario per i paesi in crisi
cosa servirebbe:

  • Eurobonds o loro varianti
  • Un piano per la crescita e coordinamento delle politiche fiscali

 

 

Fondo per l’ Euro a cosa serve?

Alleviare la crisi del debito:

  • Prestando soldi agli stati dell’area euro in difficoltà finanziaria
  • Comprando i titoli di stato dei paesi in difficoltà

Alleviare la crisi finanziaria:

  • Prestando soldi alle banche con problemi di liquidità

 

Il fondo ha una disponibilità effettiva di 750 miliardi di euro, così ripartiti:

  • 440 miliardi dai paesi dell’Euro Zona attraverso l’EFSF
  • 250 miliardi dal Fondo Monetario Internazionale
  • 60 miliardi dalla Commissione Europea attraverso l’ESFM

Finora sono stati stanziati:

  • 67,5 miliardi per l’Irlanda
  • 78 miliardi per il Portogallo

In corso di stanziamento:

  • 130 miliardi per la Grecia (che ha già ricevuto il via libera per 100 miliardi di prestiti al di fuori di questo fondo)
  • Fino a 106 miliardi per aiutare le banche in difficoltà a ricapitalizzarsi

 

È sufficiente il Fondo per l’Euro???

   NO!

Il fondo era stato creato come supporto per paesi “piccoli” ma è insufficiente per paesi “grossi” come l’Italia e la Spagna.

Si sta pensando ad un meccanismo in cui il fondo dia solo una garanzia parziale in modo da supportare debiti per 1000 miliardi di euro, ma i mercati hanno già bloccato questa soluzione

Eurobonds

Si è spesso parlato dei cosiddetti Eurobonds (oppure recentemente definiti dalla Commissione Europea stability bonds)… ma cosa sono???

Si tratta di debito pubblico emesso congiuntamente da tutti gli stati dell’Euro

A cosa potrebbe servire?

  • Aiuterebbero ad uscire dalla crisi garantendo agli stati in difficoltà accesso al credito ad un costo sostenibile
  • Ridurrebbero gli attacchi speculativi e i movimenti di capitali che penalizzano i paesi periferici in momenti di crisi
  • Ridurrebbero la fragilità del sistema finanziario limitando l’esposizione delle banche ai debiti pubblici dei singoli stati
  • Fungerebbero come titolo di riferimento sicuro per gli investitori mondiali (come alternativa ai titoli americani)

Allora perché non si fanno subito? Ecco quali sono gli ostacoli:

  • Probabile necessità di modificare i trattati europei, tempi molto lunghi!
  • Possibile incremento del costo del debito per i paesi più virtuosi
  • Presenza di una garanzia implicita per cui i paesi virtuosi si dovrebbero accollare le perdite in caso di fallimento di un altro stato
  • Minori incentivi a ridurre il debito per i paesi meno virtuosi

Per superare questi problemi sono state fatte molte proposte, alcune realizzabili in tempi brevi (potrebbero non richiedere la modifica dei trattati).

Gli eurobonds allevierebbero la crisi? E come si potrebbero implementare?

La stessa Commissione Europea , o un’entità simile all’ESFS, potrebbe iniziare ad emettere gli eurobonds in tempi brevi, con l’obiettivo di:

  • Acquistare nuovi titoli di stato emessi dai singoli paesi, dando così agli stati in difficoltà una fonte di accesso al credito ad un costo sostenibile e per un tempo sufficientemente lungo da permettere loro di implementare le riforme necessarie
  • Acquistare titoli sul mercato secondario (cioè già esistenti), in particolare dalle banche, limitando così la loro esposizione ai debiti pubblici e abbassando i tassi di interesse comunemente pubblicati sui giornali

Ma si tratterebbe comunque di una soluzione per il breve periodo perché la mancanza di crescita nel lungo periodo rimane una delle cause principali della crisi

Crescita e politica fiscale:

I mercati stanno mettendo in discussione la capacità di alcuni stati di ripagare il debito: le prospettive di crescita sono troppo basse!

In particolare l’Italia negli ultimi 15 anni è cresciuta dello 0,75 % all’anno.

La responsabilità è in primo luogo dei singoli stati ma anche a livello europeo si potrebbe:

  • Proporre politiche rivolte maggiormente alla crescita di lungo periodo e non solamente all’austerità nel breve
  • Aumentare il coordinamento delle politiche sia economiche che fiscali

Questo permetterebbe di evitare squilibri all’interno della zona Euro.

Molti economisti ritengono che per la sopravvivenza dell’euro nel lungo periodo si debba arrivare ad una vera e propria politica fiscale unitaria.

Continua con il post “I singoli stati membri”…




Qualora l'articolo fosse di tuo gradimento, ti invitiamo a sostenerci mediante una piccola donazione cliccando l'apposito bottone in alto a destra nella pagina o sul banner sottostante.






    Lascia un commento

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

    Captcha *

Bottom border