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La grande crisi dell’euro e dell’Europa … (quinta e ultima parte)

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Published under Banche, Economia e dintorni, I.P. (Important Post)

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26 Ottobre 2012

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I SINGOLI STATI MEMBRI

Cosa hanno fatto:

  • Piani di austerità fiscale
Cosa servirebbe:

  • Misure per risolvere gli squilibri macroeconomici non-fiscali (correggere la competitività fra paesi)
  • Piani per la crescita e maggiore espansione fiscale dove possibile

Cosa fanno i singoli stati?

I singoli stati nazionali si sono preoccupati soprattutto di varare misure di austerità fiscale che mescolano aumenti di tasse, tagli di spesa pubblica e privatizzazioni.

L’ Italia mira a reperire 60 miliardi di euro tra il 2012-2014, la Germania 80 miliardi di euro tra 2010-14, la Grecia 28 miliardi solo nel 2011 etc. Tanti, troppi sacrifici richiesti ai cittadini!

 

Ma l’austerità è la scelta giusta?

In alcuni casi si tratta di una scelta obbligata come ad esempio durante una crisi, uno Stato ha bisogno di ridurre il fabbisogno di soldi per convincere i mercati di poter ripagare il proprio debito ed evitare che i tassi di interesse diventino insostenibili.

Ma un piano di austerità può essere controproducente:

  • Tagli alla spesa pubblica mal congegnati e tasse eccessive possono ridurre la crescita economica. E per uscire da una crisi bisogna ritornare a crescere!
  • Se il piano di austerità deprime troppo l’economia, il risultato finale è che il bilancio dello stato peggiora anziché migliorare (entrano meno tasse e si spende di più per gli ammortizzatori sociali automatici).

Austerità per tutti?

Paesi nell’occhio del ciclone come Grecia, Italia e Spagna senz’altro hanno bisogno di un piano di austerità.

Tuttavia paesi come la Germania potrebbero avere margini per aumentare la spesa pubblica anziché diminuirla; per comprare i titoli di stato tedeschi i mercati chiedono appena il 2% di interesse.

Considerando che l’inflazione programmata è attorno al 2%, il tasso di interesse reale che la Germania paga per emettere debito è prossimo allo zero!!

Ciò comporta che data la corrente situazione (che è eccezionale) crescendo all’1% la Germania potrebbe aumentare la spesa pubblica dell’1% senza peggiorare il rapporto debito/PIL.  TUTTO IL CONTRARIO DI AUSTERITA’.

 

Non solo debito pubblico.

I PIIGS hanno avuto un costante bilancio pubblico negativo (debito pubblico).

Tuttavia, ad eccezione dell’Italia, i paesi PIIGS hanno avuto anche un costante bilancio privato negativo (debito privato).

I PIIGS hanno anche un costante bilancio finanziario estero positivo (un modo complesso degli economisti per dire: maggiore debito con l’estero J), e ciò comporta una bilancia commerciale negativa (importazioni maggiori delle esportazioni).

 

Non solo indebitamento pubblico negativo.

Il bilancio pubblico negativo non è l’unico squilibrio macroeconomico che caratterizza i PIIGS rispetto ad altri paesi dell’Euro come la Germania:

non è sufficiente incentrare le risposte dei singoli stati solo sull’austerità!!

Bisogna tenere conto anche del debito privato, (che ad esempio in Italia è basso) e della bilancia con l’estero.

Il Financial Times riporta: “sotto la crisi del debito pubblico e la crisi finanziaria dell’Euro giace una crisi della bilancia dei pagamenti (ossia bilancia con l’estero) causata da un disequilibrio dei tassi di cambio reale (che determinano la competitività tra i paesi)”

Il tasso di cambio reale è come un tasso di cambio nominale, ad esempio il cambio euro-dollaro, che però tiene conto dei prezzi nei rispettivi Paesi (ossia quello che realmente si può comprare con un euro e con un dollaro). Il tasso di cambio reale è quindi una misura della competitività dei prodotti di un Paese sui mercati internazionali.

 

Competitività dei Paesi

Una volta fissati i tassi di cambio fra le monete nazionali e l’Euro, il tasso di cambio reale fra paesi, e quindi la loro competitività, dipende dall’ andamento dei prezzi.

La Germania ha costantemente avuto un andamento dei prezzi inferiore al target limite della BCE (2%), mentre i PIIGS hanno mantenuto un andamento superiore.

Quindi in Germania c’è stata una forte svalutazione del tasso di cambio reale verso i paesi dell’area Euro, mentre nei paesi PIIGS c’è stato un forte apprezzamento.

Questo disequilibrio macroeconomico ha favorito l’economia tedesca e le sue esportazioni, ma ha avuto un impatto negativo sulla competitività dei PIIGS.

 

  • Non solo finanza pubblica…

A causa della crisi del debito e del suo impatto sui mercati finanziari l’urgenza è stata focalizzata sul debito pubblico.

Tuttavia questo approccio non si sta rivelando vincente:

la crisi non accenna a diminuire e negli ultimi tempi ha iniziato a coinvolgere anche la Francia, Austria, Belgio ed Olanda.

Per risolvere gli squilibri macroeconomici alla base della crisi non è sufficiente occuparsi solo dei bilanci pubblici!

La causa ultima della crisi rimane un problema strutturale di architettura europea e di crescita economica nel medio-lungo periodo.

 

  • … Ma crescita e integrazione!

È necessario che i leader europei dimostrino più lungimiranza ed inzino ad affrontare anche le questioni di medio-lungo  periodo:

  1. Crescita dei singoli stati
  2. Squilibri macroeconomici tra paesi Euro (differenza tra i tassi di cambio reali, bilancia commerciale, debito privato)
  3. Nuova architettura europea (BCE come prestatore di ultima istanza, eurobonds, regolamentazione bancaria, coordinamento politiche fiscali)

L’Euro è forse più di una moneta unica, la sua dissoluzione potrebbe portare ad una inversione del processo di integrazione europeo, che è alla base del periodo di pace più lungo della storia europea….

 

Grazie a tutti per l’attenzione, è stato un piacere

Accompagnarvi in questo lungo viaggio

Di interpretazione della situazione economica

Attuale, dei suoi aspetti più importanti e

Delle sue possibili soluzioni.

 

Ringrazio ancora una volta per lo splendido lavoro quattrogatti.info




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