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La Teoria Monetaria Moderna (MMT) cos’è? Di cosa parla? (seconda parte)

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Published under Banche, Economia e dintorni

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25 Settembre 2012

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Un altro aspetto della teoria mainstream che viene criticato dagli economisti della MMT è il controllo sul tasso di interesse :

Prima di approfondire questo concetto, voglio ricordarvi e per chi non lo sapesse, spiegargli, un altro concetto, il cosiddetto crowding out (ossia effetto sfollamento, o piu’ volgarmente detto effetto spiazzamento). Non mi soffermo troppo su di esso spero ( in caso saltate la lettura di questa parte); questo sunto che mi serve per spiegarvi la visione della MMT parlando di controllo del tasso di interesse, rispetto alle teorie tradizionali.

Modello IS-LM in una economia chiusa (senza considerare esportazioni e importazioni).

La curva IS rappresenta tutte le possibili combinazioni fra tassi di interesse e reddito che mantengono in equilibrio il mercato reale (mercato dei beni), per dato livello dei prezzi (ipotizziamo prezzi costanti per semplificare il discorso). La IS è una curva inclinata negativamente. L’inclinazione di essa dipende dalla sensibilita’ degli investimenti al tasso di interesse:

– Quanto meno sensibili sono gli investimenti rispetto al tasso d’interesse tanto meno inclinata è la IS.

– Una IS completamente verticale implica che gli investimenti non dipendono dal tasso d’interesse e non cambiano al variare del tasso.

Detto in termini spiccioli, quando aumenta il tasso di interesse diminuiscono gli investimenti e viceversa.

L’equilibrio nel mercato dei beni si ha quando la domanda di beni è uguale all’offerta (I=S):

considerando che siamo in una economia chiusa :

PIL (Y) = C+I+G  —>  I = Y-C-G

Risparmio private = Y-C-T         Risparmio pubblico = T-G (avanzo o disavanzo)

Risparmio nazionale = Risparmio privato + Risparmio pubblico = (Y-C-T) + (T-G)=  Y-C-G

Cosi’ facendo si ha l’eguaglianza I=S.

La IS si sposta se aumentano o diminuiscono le componenti autonome della domanda (variabili esogene) cioe’ G (spesa pubblica); T (tasse); C (consumi); I (investimenti). Le variazioni del tasso di interesse r e del reddito di equilibrio Y, NON fanno spostare la IS in quanto variabili endogene.

Inizialmente il tasso di interesse è i1 , mentre il reddito di equilibrio è Y1. Un aumento della spesa pubblica G (variabile esogena), fa spostare la curva IS, da IS’ a IS’’.  Dunque a partia’ del tasso di interesse il reddito Y aumenta dell’ammontare ∆Y. Questa analisi trascura pero’ le interazioni fra il mercato dei beni e quello della moneta (infatti abbiamo detto che il tasso di interesse non si muove). A breve considereremo anche le interazioni con il mercato della moneta (LM).

La curva LM rappresenta le combinazioni di tasso di interesse e reddito che assicurano l’equilibrio sul mercato della moneta; ossia domanda di moneta = offerta di moneta (MD=MS).

Per non dilungarmi troppo diciamo solo:

FUNZIONI DELLA MONETA: mezzo di scambio (per evitare il baratto), unita’ di conto (parametro rispetto al quale si determinano i prezzi di tutti i beni), deposito di valore (per trasferire potere d’acquisto al futuro).

FORME DELLA MONETA: moneta merce (con valore intrinseco; es. oro nel sistema aureo, sigarette in URSS alla fine degli anni ’80 🙂 ); moneta a corso legale o fiat (senza valore intrinseco; sistema a corso forzoso)

MS (offerta di moneta) : il sistema bancario può aumentare l’offerta di moneta, ma non la ricchezza; ha un vincolo che è la riserva frazionaria (che comprende la riserva obbligatoria, a garanzia dei conti correnti, riserva legale e statutaria). La Banca Centrale puo’ agire su MS tramite operazioni di mercato aperto, variazioni del tasso di riserva obbligatoria, variazioni del tasso di sconto.

MD (domanda di moneta): gli agenti che decidono di risparmiare, lo fatto per detenere moneta qualora i tassi di interesse dei titoli finanziari sono bassi, o impiegare la ricchezza in titoli qualora i tassi di interesse sono alti.

Secondo la visione keynesiana la domanda di moneta (MD) assume tre scopi: scopo transattivo, scopo speculativo, scopo precauzionale.

NOTA. Per livelli di tasso di interesse estremamente bassi, la domanda di moneta tende a diventare infinita, poiche’ nessuno vuole impigare la propria ricchezza in titoli, gli operatori saranno disposti a domandare una quantita’ tendenzialmente infinita di moneta (perchè mi viene in mente l’Amerca e la sua politica monetaria attuale? 🙂 ) . Keynes ha definito questo processo come TRAPPOLA DELLA LIQUIDITA’ .

L’equilibrio generale macroeconomico si ha quando i due mercati sono simultaneamente in equilibrio, vale a dire quando nel settore reale la domanda aggregata è uguale all’offerta aggregata e quando nel settore monetario la domanda di moneta è uguale all’offerta di moneta. L’equilibrio è simultaneo in quanto i due mercati presentano variabili comuni, e dunque essi sono interdipendenti.

Ritornando al grafico sopra della curva IS, non abbiamo considerato l’interazione del mercato dei beni con quello della moneta; ora lo facciamo. Non si puo’ trascurare il fatto che un aumento del reddito fa aumentare anche la domanda di moneta per le trasazioni; dunque, a parita’ di offerta di moneta il tasso di interesse deve aumentare affinche’ il mercato della moneta torni in equilibrio. L’aumento del tasso di interesse, pero’, fa diminuire gli investimenti; quindi la domanda di beni si riduce, e altrettanto fa il reddito.

ECCO ALLORA CHE L’INIZIALE AUMENTO DELLA SPESA PUBBLICA HA PROVOCATO UNA RIDUZIONE DI QUELLA PRIVATA, DETTO PROCEDIMENTO PRENDE IL NOME CROWDING OUT O EFFETTO SPIAZZAMENTO.

L’equilibrio IS-LM (mercato beni e moneta) prevede inizialmente la coppia di equilibrio (Y1,i1). L’aumento della spesa pubblica (G) fa spostare a destra la curva IS. Il tasso di interesse, per mantenere l’equilibrio sul mercato della moneta, deve pero’ salire da i1 a i2. La conseguente diminuizione degli investimenti fa ridurre il reddito rispetto a quanto ipotizzato nella figura iniziale. Dunque il reddito di equilibrio non aumenta sino a YB, ma solo sino a Y2, e la nuova coppia di equilibrio generale è (Y2,i2). L’incremento effettivo del reddito è dunque ∆YF, e non ∆Y come inizialmente ipotizzato. Il mancato aumento del reddito, cioe’ la differenza fra YB e Y2, è l’effetto spiazzamento.

Scusate per questo excursus forse anche un po’ troppo tecnico e prolungato, ma è importante oltre che leggere  e informare, anche capire e far capire il post in esame, e questo blog è nato proprio per  questo motivo.




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