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La vera storia sul Signoraggio bancario e lo smantellamento della teoria complottista…. (parte seconda)

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Published under Banche, Economia e dintorni, I.P. (Important Post), ITALIA, un paese solo a metà

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10 febbraio 2013

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Salve a tutti, rieccoci nuovamente a parlare della bufala del Signoraggio bancario, per sfatare una volta per sempre questa tesi complottista che ci vede schiavi di un sistema bancario che fa enormi ricavi tutto a spese del popolo, potete trovare la prima parte QUI .

Cominciamo con la tesi secondo cui BANKITALIA E’ PARTECIPATA DAI PRIVATI, E PER ESSERE ESATTI DA BANCHE PRIVATE… QUINDI E’ PRIVATA… Di conseguenza l’emissione di moneta metallica (in questo caso si parla di signoraggio secondario) sia in mano ai privati che lucrano indebitando lo Stato.

FALSO:

La Banca d’Italia soprannominata Bankitalia dagli operatori finanziari  per dargli un po’ di effetto “British” quando si parla di finanza ed economia che non guasta mai J, e per alcuni addirittura definita come Bankitalia S.p.a.  è una bufala colossale.

La Banca d’Italia è un ente di diritto pubblico e non una S.p.a .

I critici a questa verità inconfutabile, se ne usciranno sicuramente con questo documento QUA , che sarebbe l’elenco dei partecipanti al capitale della Banca d’Italia (di seguito abbreviata B.I) nel quale è palese come siano tutte assicurazioni e banche private.

Il ragionamento che verrebbe subito posto in essere dai complottisti del signoraggio, sarebbe che poiché la B.I è costituita dai privati, è privata anch’essa e fa gli interessi dei privati…..

Cominciamo con lo spiegare come è costituita la B.I e se essa funziona veramente come una Società per Azioni:

Gli azionisti di una società possono :

  • Non è possibile che né noi cittadini né le banche che partecipano al capitale della B.I. possono comprare quote e neppure scambiarsi quest’ultime. Questo assetto può essere modificato come cita l’articolo 3 dello statuto della B.I soltanto su proposta del Direttorio (cioè Governatore della B.I, Direttore  Generale e vice direttore generale) nel rispetto dell’autonomia e dell’indipendenza dell’Istituto e della equilibrata distribuzione delle quote.

E questa modifica dell’assetto può avvenire soltanto per motivi forti quali ad esempio che una banca fallisce, che due banche si fondono etc…

 

  • Non è possibile neppure decidere in base al numero di quote del capitale della B.I in possesso dell’istituto privato, cioè se una banca ha 100 decide 100, se una banca ha 50 decide per 50 etc.. Nel documento dei partecipanti visionabile QUI si nota come ad esempio Intesa Sanpaolo S.p.A che ha 91.035 quote ha pure 50 voti , oppure UniCredit S.p.A avendo 66.342 quote ha anch’essa 50 voti, oppure ancora Assicurazioni Generali S.p.A che avendo soltanto 19.000 quote e quindi molte di meno delle prime due, ha però ben 42 voti etc.

In breve sostanza se si sommano i voti dei partecipanti si superano abbondantemente i 100 quindi neppure avendo un numero di voti alti si può influenzare le azioni della Banca d’Italia.

 

  • Il profitto… Quanto guadagna una banca che ha quote della B.I ?

Guadagna circa lo 0.5% , come visionabile nelle relazioni annuali della B.I visionabili QUI , e prendendo una qualsivoglia relazione, ad esempio quella sul 2011 (ultima disponibile) , alla voce numero 22 dal titolo Relazione sulla gestione e bilancio dell’esercizio , in fondo al pdf si può leggere questo:

 

Ora facendo due calcoli semplici, e considerando che il capitale della B.I è stimato in circa 20 Miliardi di euro, basta dividere ciò che spetta ai partecipanti al capitale per il capitale stesso della B.I :

61.710.600/ 20.000.000.000 = 0.3% (che è una quota della rendita del capitale e NON è UNA QUOTA DEL SIGNORAGGIO!)

 

Inoltre se per ipotesi vi è un tasso di inflazione al 3% sostanzialmente ci perde.

Ecco perché si può tranquillamente assistere ad interviste tipo quella dell’allora amministratore delegato di Intesa Sanpaolo S.p.A Passera:

Quindi come abbiamo appena dimostrato non rimane niente dell’utopica tesi complottista della Banca d’Italia S.p.A .

In ultima analisi per questo post andiamo a vedere il POTERE DI QUESTI ENTI PRIVATI CHE PARTECIPANO AL CAPITALE DELLA BANCA DI ITALIA, se veramente possono influenzare le decisioni di quest’ultima:

I partecipanti al capitale formano:

  • ASSEMBLEA DEI PARTECIPANTI

Ed eleggono:

  • CONSIGLIO SUPERIORE (che si occupa dell’ordinaria amministrazione della B.I, cioè attrezzature, impiegati, manutenzione etc.. )

Tutto ciò che comprende invece la ragione stessa dell’esistenza della B.I. è affidata al Governatore, Direttore Generale e i Vice direttori Generali, ossia l’intero direttorio si occupa di argomenti come la politica monetaria.

E questo organo che è l’unico che potrebbe fare gli interessi dei privati, in realtà vengono tutti eletti a nomina pubblica!!!

Un esempio per tutti quando nel 1 novembre 2011 Mario Draghi diventa presidente della BCE, lo diviene solo dopo estenuanti trattative tra i governi di tutta Europa.

A sua volta il sostituto di Draghi come Governatore della B.I. è stato deciso dopo trattative tra la Presidenza del Consiglio e i vari Ministeri, a fine trattativa il Presidente del Consiglio Italiano scelse un nome che consegnò al Presidente della Repubblica, il quale ha emanato un decreto per la nomina del nuovo Governatore della B.I.

Ovviamente anche il Direttore Generale e i vice Direttori Generali sono di nomina pubblica ed eletti dal Governatore.

Per concludere… Tutti coloro che partecipano al capitale della Banca d’Italia non hanno voce in capitolo per ciò che concerne la vera natura della costituzione di quest’organo che è, e sarà indipendente come la Banca Centrale Italiana.

Questa breve spiegazione distrugge completamente la falsa tesi complottista su cui si basa il signoraggio secondario, secondo cui la B.I. poiché costituita da privati, è privata e fa gli interessi dei privati!!!

 Continua…

INDICE

IL SIGNORAGGIO:

PARTE PRIMA QUI




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