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Le Dark Pool, la testimonianza vivente dell’opacita’ della finanza speculiativa (parte seconda)

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Published under Banche, Economia e dintorni, I.P. (Important Post)

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14 Settembre 2012

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Ciò che lascia ancora piu’ basiti sono i soldi che ruotano attorno a queste piattaforme, notiamo come BATS Chi-X Europe  abbia avuto un giro d’affari di  piu’ di 170.000,00 miliardi di euro ogni mese, piu’ di qualsiasi altro operatore nel mercato, tralasciando il mese di agosto in cui è noto che i volumi calano nei mercati per un minore afflusso di partecipanti (cio’ in linea di massima, fatto pero’ non confermato nell’agosto 2011 quando la speculazione non era andata in vacanza!!), infatti si è dovuta accontentare nel solo mese di agosto di un giro d’affari pari a 126.176,8 miliardi di euro (sic).

Non dimentichiamoci l’altra enorme concorrente in Europa che è Turquoise con un giro d’affari mensile intorno ai 35.000,00 miliardi di euro, con il mese di agosto sceso a 25.069,0 miliardi.

Ovviamente per dare un significato a questi numeri esplicanti il giro d’affari di queste “piscine oscure” paragoniamolo ai mercati internazionali regolamentati piu’ conosciuti come ovviamente il NYSE Euronext (societa’ che controlla la New York stock exchange e la piazza paneuropea Euronext) con un volume d’affari mensile superiore ai 100.000 miliardi di euro (agosto – 89.000 miliardi) , NASDAQ OMX con oltre 40.000 miliardi di euro (agosto-32.000 miliardi), Deutsche  Borse con piu’ di 90.000 miliardi di euro (agosto-72.000 miliardi).

Ma il meglio di se le dark pool lo hanno dato nel 2011, e meglio hanno fatto nell’agosto di quell’anno quando sui mercati internazionali teneva banco la crisi greca e si ballava la salsa della speculazione, dove l’insieme di BATS Europe e Chi-X Europe hanno effettuato 58.000.000 di transazioni  con volume d’affari di 270.000 miliardi di euro (cifre mostre).

Ovviamente i dati riportati  fanno riferimento alle societa’ che li hanno resi noti, in quanto non tutte le societa’ che “controllano ” le dark pool hanno interesse a rendere noti i loro traffici, non essendovi nel documento MIFID neppure l’obbligo di renderli pubblici. Infatti la direttiva MiFID prevede la possibilita` dı` deroghe alla trasparenza pre-negoziazione. Le deroghe al regime di trasparenza pre-negoziazione applicabili ai mercati regolamentati e i sistemi multilaterali di negoziazione sono disciplinate in dettaglio nella direttiva MiFID e nel regolamento (n. 1287/2006/CE) di attuazione della MiFID, nei quali viene prevista la possibilita` per le autorita` competenti di esentare i gestori dei mercati regolamentati e dei sistemi multilaterali di negoziazione dall’obbligo di pubblicare le informazioni in base al modello di mercato o al tipo e alle dimensioni degli ordini e, in particolare, le operazioni riguardanti volumi che, per le azioni o categorie di azioni negoziate, sono elevati se raffrontati alle dimensioni normali del mercato.

Dal punto di vista economico, anche l’Organizzazione internazionale delle Autorita` di controllo dei mercati finanziari (IOSCO), in un documento di consultazione denominato «Issue raised by dark liquidity», pubblicato nell’ottobre 2010, sottolinea che la situazione di asimmetria informativa, connessa alla deroga dagli obblighi di trasparenza sulle dark pools, potrebbe avere un impatto negativo sul processo di formazione del prezzo degli strumenti finanziari; pertanto, essa propone di introdurre misure regolamentari volte ad aumentare il grado di trasparenza sull’attivita` di negoziazione nelle dark pools.

“Eppur qualcosa si muove…”

La Commissione Europea formalizzera` a breve, indicativamente le proposte di modifica della direttiva MiFID. La Commissione europea intenderebbe disciplinare i fenomeni a livello di direttiva primaria, al fine di evitare fenomeni distorsivi del corretto e trasparente funzionamento dei mercati, forse anche memore di cio’ che accadde il 6 maggio 2010 tanto per farne uno di esempio, quando con il Flash crash avvenuto nell’indice Dow Jones, della borsa di New York lo fece sprofondare in pochi minuti.

La Commissione Europea formalizzera` a breve, indicativamente le proposte di modifica della direttiva MiFID. La Commissione europea intenderebbe disciplinare i fenomeni a livello di direttiva primaria, al fine di evitare fenomeni distorsivi del corretto e trasparente funzionamento dei mercati, forse anche memore di cio’ che accadde il 6 maggio 2010 tanto per farne uno di esempio, quando con il Flash crash avvenuto nell’indice Dow Jones, della borsa di New York lo fece sprofondare in pochi minuti.

“Il problema è che le dark pools possono aumentare la volatilita’, in particolar modo quando dietro all’attivita’  di trading non siede un gestore, ma un algoritmo per comprare e vendere in automatico sotto certe condizioni (HFT) “…

Solo che le iniziative per contrastare il fenomeno sono molto contrastate dall’ ISDA (International Swaps and Derivatives Association), l’associazione che raggruppa gli operatori specializzati in questo settore, che guarda caso sono gli stessi che formano l’isda( Bank of America Merrill Lunch,Barclays,Credit Suisse,Deutsche Banck,Goldman Sachs,JPMorgan Chase,Morgan Stanley,UBS,BNP Paribas,Societe Generale,Citadel Investment Group LLC,D.E. Shaw Group,BlueMountain Capital,Elliot Management C., e per ultimo e non di certo per ordine di importanza PIMCO) si sta battendo contro qualsiasi nuova normativa che possa frenare il boom di attivita` su queste piattaforme che oltre che opache sono il terreno di caccia dell’high frequency trading.

Ma scusate, se facciamo uno sforzo di memoria collettiva, questi componenti dell’ISDA non erano gli stessi che hanno votato in maniera unanime al secco “NO” per il verificarsi delle condizioni del pagamento dei CDS (da parte di coloro che li vendevano), in riferimento alla ristrutturazione del debito greco con i privati (cosiddetto “trigger”)….. MA NO! MA DAI! I CONTROLLORI SONO ANCHE I CONTROLLATI NEL SISTEMA FINANZIARIO… ....

Il fatto grave è che c’è ancora chi sostiene la veridicita’ del libero mercato!!!

Nonostante ormai gli scambi sui mercati non regolamentati (otc) abbiano raggiunto la cifra impressionante di 630 miliardi di dollari (cifra approssimata in quanto non si dispone di dati certi sul reale giro d’affari di queste piazze otc), 12 volte il Prodotto Interno Lordo (pil) del mondo che misura la “fatica degli uomini” !!!!!!!!

Nonostante (tanto per portare un altro esempio) durante il lunedı` nero dell’11 luglio 2011, sul ChiX per il titolo di Intesa Sanpaolo sono passati di mano oltre 80 milioni di pezzi, rispetto ai 300 circa di piazza Affari che aggregando anche altre piattaforme alternative, il valore si avvicina al 50 per cento del titolo bancario oggetto di speculazione; dando fiato alla speculazione, specie quella ribassista per abbattere il valore dei titoli e ricomprare a prezzi artificiosamente sviliti;

Signore e signori, siamo alla frutta! La finanza speculativa ha allungato i suoi tentacoli in tutti i rami dell’economia, i governi di tutti gli Stati non hanno vera intenzione di arginare il fenomeno vuoi per mancanza di dati certi, vuoi per collusione spesso troppo evidente….




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