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Le strategie di politica monetaria delle Banche Centrali (terzo appuntamento): Gli strumenti convenzionali della Federal Reserve System

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Published under Banche, Economia e dintorni

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17 ottobre 2012

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Continuiamo a descrivere le Caratteristiche delle Banche Centrali oggi parleremo degli strumenti che la FED ha a disposizione per alimentare la propria politica monetaria “ordinaria”.

La FED attua la politica monetaria statunitense controllando la domanda e l’offerta di riserve bancarie che le numerose depository institutions detengono presso le Fed locali. Così facendo la Fed influenza il federal funds rate, il tasso di occupazione e il livello di stabilità dei prezzi.

Il focus della politica monetaria della FED è quindi il mercato delle riserve bancarie. In questo studio è opportuno esaminare la domanda e l’offerta delle cosiddette Reserve balances (riserve bancarie).

La domanda di riserve bancarie consta di tre componenti: required reserve balances, contractual clearing balances ed excess reserve balances.

Le required reserve balances (riserve obbligatorie) sono riserve che le depository institutions devono detenere presso la FED per soddisfare gli obblighi di riserva. Le depository institutions adempiono agli obblighi di riserva detenendo liquidità. La differenza fra il livello di riserva obbligatoria di una singola istituzione e la quantità di liquidità detenuta per soddisfare l’obbligo è definita required reserve balance.

Una contractual clearing balance (bilancio di compensazione concordato) è una somma che una depository institution decide di detenere presso la rispettiva Fed locale oltre alla riserva obbligatoria richiesta. In cambio, la depository institution guadagna un interesse implicito (tali riserve prima della crisi finanziaria non erano remunerate) sulla riserva posseduta per soddisfare la contractual clearing balance. Infine, abbiamo l’ excess reserves balances (riserve in eccesso) detenute dalle

istituzioni per finalità di liquidità e diversificazione del portafoglio.

Dal lato dell’offerta, il mercato delle riserve bancarie è costituito dallo Sportello di sconto (Discount window lending): si tratta di una linea di credito che intercorre fra banche e autorità monetarie, sulla quale le banche pagano alla Fed un prezzo pari al tasso di sconto (discount rate). L’accesso alla Discount window lending è stabilito da una serie di regole disciplinate dal Board of Governors.

Le banche decidono di rivolgersi a questa linea di credito basandosi sul livello del tasso collegato al prestito e sull’effettivo bisogno di liquidità. A partire dal 2003 i tassi d’interesse applicati sulla discount window risultano essere superiori a quelli mediamente applicati sul mercato. Ne deriva che gli istituti finanziari utilizzano questo tipo di credito solo quando le condizioni del mercato sono tali da avvicinare il federal funds rate al discount rate. Questo nella realtà tende difficilmente a verificarsi.

Il discount rate è dunque il tasso di sconto pagato dalle banche per usufruire di una linea di credito automatica, in grado di offrire programmi diversi in base al merito delle controparti, a cui tutte le banche possono accedere: il credito primario viene concesso alle banche più solide e capitalizzate ad un tasso di sconto (discount rate) superiore al tasso sui fed funds (di circa 100 punti base dal 2003); le altre ricevono credito secondario a un tasso superiore di ulteriori 50 punti base a quello di sconto.

Un secondo strumento del mercato delle riserve bancarie è il Securities Portfolio (Portafoglio obbligazionario): si tratta di riserve offerte con operazioni di mercato aperto, prevalentemente pronti contro termine. La Fed compra e vende titoli sotto forma di repurchase agreements e reverse repurchase agreements.

 La vendita e l’acquisto di titoli, a titolo definitivo o temporaneo, sono definiti come Open Market Operations (OMO, operazioni di mercato aperto). Le operazioni di mercato aperto sono di certo lo

strumento più efficace utilizzato dalla Fed per controllare il federal funds rate. Queste operazioni sono condotte giornalmente, per mantenere il tasso sulle riserve in linea con l’obiettivo, vendendo e acquistando titoli, a titolo definitivo o temporaneo, assorbendo o iniettando liquidità nel sistema. La riserva obbligatoria e le contractual clearing balances facilitano la conduzione di OMO creando una domanda potenziale di riserve bancarie. In teoria, la Fed potrebbe condurre tali operazioni vendendo e comprando sul mercato            qualsiasi tipo di attività (assets).

 

Esistono due importanti differenze tra il discount window lending (prestito allo Sportello di Sconto) e le operazioni di mercato aperto.

La prima differenza riguarda il numero di banche che possono prendere parte all’operazione: tutte le banche possono accedere al prestito (lending) attraverso la discount window, mentre solo diciannove primary dealers (BNP Paribas Securities Corp., Banc of America Securities LLC, Barclays Capital Inc., Cantor Fitzgerald&Co., Citigroup Global markets Inc., Credit Suisse Securities (USA) LLC, Daiwa Capital Markets America Inc., Deutsche Bank Securities Inc., Goldman, Sachs &Co., HSBC Securities (USA) Inc., Jefferies&Company, Inc., JP Morgan Securities USA, Inc., Morgan Stanley&Co. Inc., Nomura Securities International Inc., RBC Capital Markets Corporation, RBS Securities Inc, UBS Securities LLC,  possono partecipare alle operazioni di mercato aperto).

La seconda differenza riguarda il collaterale accettato dalla FED per tali operazioni: molto ampio

nelle operazioni di discount lending, ristretto e qualitativamente più elevato nelle operazioni di mercato aperto.

 

Grazie a tutti, nel prossimo articolo descriveremo gli strumenti a disposizione della BCE, così in tal modo potremo raffrontare le differenze tra FED e BCE.

 

Have a nice day, see you soon!

 

economista, analista e trader

Salvatore Carrivale

 




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