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HFT- High Frequency Trading, l’evoluzione algoritmica della speculazione finanziaria (parte prima)

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Published under Banche, Broker, Economia e dintorni, I.P. (Important Post)

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16 settembre 2012

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Ricollegandomi al precedente post “ Le Dark Pool, la testimonianza vivente dell’opacita’ della finanza speculiativa“ avevo già preannunciato un approfondimento su cio’ che concerne l’alta velocita’ di trasmissione dati , ossia gli HFT (High Frequency Trading) oppure detto “vantaggio dei 30 millisencodi”; altro non sono che algoritmi matematici potentissimi, capaci di piazzare ordini flash alla velocita’ di un battito di ciglia per milioni di ordini di compravendita in contemporanea su diversi mercati finanziari.

Ma da dove sono nati questi HFT ?

Mi dilungo di proposito in alcuni articoli perché altro non posso fare, nel senso che, non si puo’ sempre capire il presente senza far riferimento alla base storica di cio’ che circonda l’evento preso in esame.

E se facciamo riferimento alla base storica del fenomeno HFT non si puo’ non parlare di Max Keiser, opinionista di Wall Street, conduttore di programmi finanziari, scrittore per l’Huffington Post,  ha lavorato pure per la BBC e molto altro; insomma non certo il primo sprovveduto qualunque..

EGLI sostiene di aver gettato le basi per il piu’ grande male che odiernamente affligge i mercati finanziari e la loro trasparenza-manipolazione. Inventando la cosiddetta VST (Virtual Specialist Technology), tecnologia sviluppata per la HSX (Hollywood Stock Exchange); il programma mirava a determinare in automatico il giusto prezzo di mercato confrontando i “bid” con gli “ask” (nello specifico al tempo del suo concepimento questo programma lo faceva per le azioni di attori, film in uscita e cio’ che concerneva l’industria cinematografica). per questa invenzione chiese ed ottenne pure il brevetto negli stati uniti nel 1996 n.5960176 .

Questo programma mirava ad eliminare il front funning, che lo si puo’ sintetizzare con il concetto che, un intermediario conosce in aticipo gli ordini dei loro clienti prima dell’immissione al mercato ed effettua contrattazioni private allo stesso tempo, un po’ come dire che un giocatore conosce le mosse dell’avversio in anticipo e si muove di conseguenza.

Il tutto esplose quando con il crollo delle dot.com la societa’ di Keiser (HSX Holdings) vendette  il brevetto della VST alla societa’ di investimenti Cantor Fitzgerald.

Da lì in poi è tutto un dire…

Anzicche’ eliminarla , quella parte che “accantonava” il front running fu ampliata e potenziata, portando a cio’ che oggi intendiamo con il termine High Frequency Trading, o “vantaggio dei 30 millisecondi”.

Andando nello specifico, tratto da: Gnosis, AISIS :

 

Supponiamo che alle 9:31 di una mattina un fondo comune di investimento (definito trader umano A) abbia sottoposto un ordine di acquisto “al meglio” di 10.000 azioni della società X (titoli X). Sul mercato, in quel momento, il prezzo del titolo X sia pari a 21 dollari.
Il software di trading in alta frequenza, nello spazio di 30 millisecondi, intercetta l’ordine di A e lo analizza prima che sia reso pubblico. Acquisita l’informazione:
1. compra tutti i lotti disponibili sul mercato di titoli X al prezzo di 21 dollari. In tal modo, rimuove la possibilità per l’investitore di trovare titoli al prezzo che aveva precedentemente osservato come quotato;
2. ricerca un venditore B che abbia emesso un ordine di acquisto per gli stessi titoli X ma ad un prezzo superiore a 21 dollari;
3. vende i titoli X a 21,01, realizzando un profitto dell’1%.
Intanto, l’inondazione di ordini automatici iniziale ha influenzato il meccanismo di formazione del prezzo di X facendolo salire a 21,02. Ciò obbliga l’investitore A a pagare le azioni X a 21,02 con un sovrapprezzo di 0,02 (2%).
Dunque, a fronte dell’ordine di compravendita emesso dal trader “umano” A, il software-trader si inserisce subito dopo che l’ordine è partito, piazza una propria “autonoma” transazione, completandola prima che all’umano giunga la risposta, ottenendo un guadagno. Il profitto sopraindicato moltiplicato per milioni di dollari, equivale a miliardi di utili ottenuti da centinaia di miliardi di operazioni basate sul millesimo di secondo.
L’inondazione di ordini di acquisto (di cui al punto 1.) generati automaticamente dal software di high-frequency trading e cancellati simultaneamente (c.d. “ordini flash”, flash order) è utile a confondere gli investitori istituzionali, ad alterare i prezzi e a confondere qualsiasi programma che osservi i movimenti dei principali attori del mercato (tipo quelli delle Autorità di vigilanza).

continua…




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