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Big Mac Index, indicatore del potere d’acquisto

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Published under Armi del Trader, Derivati

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08 Gennaio 2013

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L’indicatore Big Mac è nato come esperimento nel 1986 sulle pagine del settimanale britannico Economist.

Viene utilizzato per valutare la capacità di acquisto nei singoli mercati internazionali vista la presenza molto diffusa in tutto il mondo dei suoi ristoranti da parte di McDonald’s.

Ottenere l’indice Big Mac è molto semplice: è infatti sufficiente dividere il prezzo di un Big Mac in un dato Paese (nella valuta di riferimento) con quello di un altro panino della stessa tipologia in un altro Paese (nella valuta di riferimento). Il dato è poi confrontato con l’effettivo tasso di cambio tra le valute dei due Paesi presi in considerazione: ne deriva che se il numero è più basso, la prima valuta è sottostimata ripsetto alla seconda, e viceversa.

In sintesi questo indicatore va a misurare eventuali sopravvalutazioni o sottovalutazioni nei confronti del dollaro statunitense le diverse valute mondiali !

Da sottolineare il fatto che questo metodo di calcolo per la sopra/sottovalutazione di una valuta per gli scettici acquista maggiore rilievo il fatto che si avvicina molto al metodo PPP (Purchasing Power Parity) ossia alla parità di potere d’acquisto secondo l’OCSE.

risultati aggiornati al 05/01/2013

Ovviamente e mi sembra inutile sottolinearlo, i possibili valori dei cambi espressi dalla teoria del PPP non influenzano minimamente il breve periodo!




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