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Critica alla Teoria Moderna della Moneta (parte prima)

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Published under Economia e dintorni

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29 settembre 2012

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Bran DeLong, professore di economia alla Berkeley, ha definito la Teoria Monetaria Moderna come una non teoria, bensì una tautologia. Altri critici hanno invece sostenuto che tale teoria semplicemente “ignora le lezioni della storia”.

La Teoria Moderna della Moneta (MMT) la trovare QUI , la questione affrontata in questi post è invece la critica a tale teoria, e per farlo approfitterò dello scritto di un autorevole esponente dell’economia come Robert P. Murphy , e un articolo tanto tecnico quanto esplicitamente esatto come quello apparso su Seekin Alpha da parte un di un trader professionista.

Per questa serie di post consiglio di armarsi di buona pazienza, e tanta buona volontà nel capire,… e non fatemi arrabbiare a VITTORIO…

 CAPRE ! CAPRE ! CAPRE IGNORANTI !….

Dice P. Murphy:

Quando ho incontrato per la prima volta questa affermazione — secondo cui il deficit di bilancio del governo è addirittura necessario per fornire al settore privato la possibilità matematica del risparmio netto — sapevo che c’era qualcosa che puzzava.

Per spiegare l’importanza del risparmio e degli investimenti in un’economia di baratto, affronto un semplice esempio numerico in cui Crusoe può raccogliere dieci noci di cocco al giorno a mani nude. Questo è il suo “reddito reale”. Ma per andare avanti nella vita, Robinson ha bisogno di risparmiare — vivere al di sotto dei suoi mezzi. Così, per 25 giorni di fila, Crusoe raccoglie come al solito le sue dieci noci di cocco al giorno, ma ne mangia solo otto. Questo gli permette di accumulare una riserva di 50 noci di cocco, che può servire come tampone per dieci giorni (a razioni dimezzate) semmai Crusoe si ammalasse o si ferisse.

Crusoe può fare ancora meglio. Si prende due giorni di riposo dall’arrampicarsi sugli alberi per raccogliere le noci di cocco (a mani nude), al fine di raccogliere bastoni e piante rampicanti. Poi usa queste risorse naturali per creare un lungo palo che aumenta notevolmente il suo lavoro futuro, in termini di noci di cocco raccolte all’ora. Questo investimento di beni capitali è stato solo possibile perché Crusoe ha risparmiato in precedenza; non avrebbe potuto andare avanti per due giorni senza mangiare se non fosse stato in grado di accumulare la sua scorta di 50 noci di cocco.

Questa è una storia certamente semplice, ma percorre i concetti di base del reddito, del consumo, del risparmio, degli investimenti e della crescita economica. Ora, in questo racconto, non ho mai dovuto ipotizzare un deficit di bilancio del governo per far “funzionare” la storia. Crusoe è in grado di vivere realmente al di sotto dei suoi mezzi — di consumare meno reddito — e quindi incanalare le risorse nella produzione di maggiori beni capitali. Ciò aumenta la sua produttività futura, portando ad un reddito (e quindi consumo) futuro più alto. Non c’è trucco, e il risparmio di Crusoe è infatti “netto”, nel senso che non è controbilanciato da un prestito di consumo stipulato col suo vicino Venerdì.

Quindi come cavolo dovremmo interpretare la proclamazione dei sostenitori della MMT per cui il “risparmio netto privato” equivale necessariamente al deficit di bilancio del governo (se ignoriamo il commercio internazionale)?

[…]

Spero di aver convinto il lettore che c’è qualcosa che puzza molto nelle conclusioni della MMT per quanto riguarda il risparmio privato ed i deficit di bilancio del governo. L’errore viene insinuato con l’equazione     PIL = C + I + G + (X – M). L’unica giustificazione per misurare la “produzione” (lato sinistro) con la somma della spesa (lato destro), è che in uno scambio di mercato il “valore” di qualcosa è ciò che l’acquirente spende per esso.

Tuttavia, se il governo può aumentare le entrate attraverso le tasse presenti o prendendo in prestito ora e pagando tramite le imposte future, allora questa giustificazione cade. Semplicemente, non è vero che $1,000 in consumo privato o spesa per investimenti sono una quantità di “produzione reale” che equivale a $1,000 spesi da burocrati i quali hanno raccolto tale denaro senza il consenso dei loro “clienti” e che possono operare sotto un processo di appropriazione chiamato “usali o perdili”.

 

Testo in lingua originale: http://mises.org/daily/5260

Per la traduzione si ringrazia johnny cloaca.




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