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FOREX E ANALISI INTERMARKET

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Published under Armi del Trader, Derivati, Economia e dintorni, I.P. (Important Post)

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15 Dicembre 2012

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UTILIZZARE L’ORO PER IDENTIFICARE LE VALUTE FORTI E QUELLE DEBOLI

Nei mercati finanziari sempre più globalizzati, un ruolo fondamentale viene assunto dall’analisi intermarket, anche per quanto concerne il mercato valutario (Forex).

L’analista tecnico cerca informazioni di background nelle relazioni tra i mercati. Le principali relazioni tra mercati, mediamente verificate, sono le seguenti:

  • Relazione inversa tra materie prime (inflazione) e bonds
  • Relazione diretta tra bonds e shares
  • Relazione inversa tra USD e mercati delle materie prime, in particolare l’oro.

La valutazione delle prestazioni delle valute rispetto al valore dell’oro consente un esame trasparente della forza della moneta di una nazione, senza  che entri in gioco l’influenza delle dinamiche delle altre valute e delle loro economie. Un aumento dell’euro nei confronti del dollaro USA, per esempio, potrebbe non essere necessariamente un riflesso del miglioramento dei  fondamentali della zona euro, ma piuttosto , un deterioramento dei fondamentali, fattori tecnici e/o sentimento del dollaro statunitense. Nel frattempo, l’euro potrebbe essere venduto contro lo yen giapponese e\o  rimanere quasi stabile contro la sterlina inglese ( cioè una prestazione diversa da quella nei confronti del dollaro).

Pertanto il grafico dell’euro contro l’oro consentirebbe una visione più’ oggettiva dell’andamento dell’euro, la quale non risulta influenzata da fattori specifici delle singole monete. Infatti A differenza delle valute, che sono in gran parte influenzate dai movimenti del tasso di interesse derivanti da politiche economiche e dei flussi di capitale, l’oro è principalmente un riflesso della domanda e dell’offerta, e non il risultato diretto di una particolare azione delle Banche Centrali.

Un grafico dove vengono rappresentate le  diverse valute contro un bene neutrale come l’oro , consente uno sguardo meno polarizzato alla valuta in questione.

 

 

 

 

 

 

-Fonte: Currency Trading and Intermarket Analysis,  Ashraf Laidi, 2009 –

Il grafico sopra, mostra la percentuale di aumento del valore dell’oro rispetto al dollaro australiano, (AUD), dollaro canadese (CAD), euro (EUR), e dollaro neozelandese (NZD) dal gennaio 2001 al maggio 2008. Tutti i grafici mostrano un trend positivo, ciò riflette l’apprezzamento dell’oro contro tutte le valute dal 2001.

Il grafico con minore apprezzamento per la maggior parte del periodo di otto anni è contro  il dollaro canadese, dimostrando che l’oro è cresciuto meno rispetto alla valuta canadese.

Tuttavia, alla fine del periodo, l’oro è cresciuto del 90,5 per cento contro il dollaro australiano e  simultaneamente cresciuto del 123 per cento contro il dollaro canadese , cioè l’apprezzamento dell’oro è stato di gran lunga minore contro il dollaro australiano. Questo suggerisce che il dollaro australiano è stata la valuta con una migliore performance del gruppo. Ciò riflette un rally dovuto in larga parte dall’apprezzamento delle materie prime nel periodo considerato , di cui l’Australia è uno dei maggiori esportatori, in aggiunta ad un sostanziale aumento dei tassi di interesse per tutto il periodo analizzato.

 

 

 

 

 

 

-Fonte: Currency Trading and Intermarket Analysis,  Ashraf Laidi, 2009-

Allo stesso modo, il grafico sopra indica le percentuali di aumento dell’oro  nei confronti del dollaro (USD), il franco svizzero (CHF), lo yen giapponese (JPY), e della sterlina inglese (GBP) nello stesso periodo 2001-2008.

In questo secondo grafico si nota come le prestazioni dell’oro rispetto a queste valute è stata in gran parte superiore rispetto alle sue prestazioni evidenziate nel grafico precedente, suggerendo che queste valute hanno sottoperformato l’AUD, CAD, EUR, e NZD.

Raffrontando tutti i risultati l’oro è aumentato di più rispetto al USD e di meno rispetto l’AUD.

Pertanto possiamo concludere che la riproduzione della coppia AUD / USD (AUD in acquisto e la vendita di USD) avrebbe prodotto il più alto tasso di rendimento se tenuto tra gennaio 2001 e maggio 2008.

Concludendo, attraverso questo raffronto del grafico dell’oro rispetto alle principali valute, nell’arco temporale da 3 a 6 mesi, consente una valutazione più veritiera rispetto ad un semplice confronto delle singole valute contro il dollaro o l’euro.

In questo modo, il trader non solo può  determinare la performance relativa ad una singola valuta, ma può anche delineare una gerarchia in ordine di potenza delle valute analizzate e di essere maggiormente in grado di acquistare il più forte contro il più debole.

 

Salvatore Carrivale

 

 




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