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Tutto ciò che un trader dovrebbe sapere sul PETROLIO… (parte terza/ultima)

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Published under Commodity, Economia e dintorni, I.P. (Important Post)

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02 Novembre 2012

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Differenza tra WTI e Brent:

Il WTI (West Texas Intermediate) e il Brent sono i due principali tipi di greggio utilizzati come riferimento nei mercati mondiali, il primo è scambiato a New York mentre il secondo è scambiato a Londra. Il WTI è senza dubbio quello su cui si registrano i maggiori volumi di scambio, non a caso viene considerato il principale riferimento del prezzo del petrolio a livello mondiale. Entrambi vengono definiti Light Sweet Crude Oil anche se il WTI è più leggero (light) e più dolce (sweet) del Brent.

La differenza tra il WTI e il Brent, tuttavia, non si limita solo ai mercati su cui vengono scambiati, ma ha a che fare anche con la qualità del petrolio stesso.

Il WTI, infatti, è un petrolio più pregiato rispetto al Brent, in quanto ha una gravità API più alta e una quantità inferiore di zolfo. Ciò porta a pensare che il WTI abbia un costo più elevato rispetto al Brent, ma non sempre è così. Il prezzo di entrambi, infatti, è condizionato non solo dalla qualità del petrolio stesso ma anche da altre variabili. Il Brent, ad esempio, risulta essere maggiormente condizionato dai costi del trasporto via nave, mentre il WTI viene trasportato via oleodotto. L’andamento dei due valori, inoltre, viene condizionato anche dall’andamento della domanda di petrolio da parte dell’Asia e dai margini di raffinazione.

Vi sono altre tipologie di petrolio quotate sui mercati americani, ma la loro importanza finanziaria è decisamente più ridotta. I principali sono il Canadian Bow River (prezzato ad Alberta), il Light Louisiana Sweet, il West Texas Sour, e il Mars Blend. Sono comunque tutti greggi meno pregiati e la loro importanza per gli analisti finanziari riguarda soprattutto il differenziale di prezzo (o spread) tra questi e i “Light Sweet Crude Oil”.

Quindi ricapitolando I futures sul WTI vengono scambiati al Nymex (New York Mercantile Exchange) mentre i futures sul Brent vengono scambiati a quello che era chiamato International Petroleum Exchange di Londra che ora si chiama Intercontinental Exchange (ICE). A dire il vero i futures sul Brent vengono scambiati anche al Nymex e il WTI all’ICE ma quelle indicate sono le piazze per eccellenza.

Approvvigionamento globale

Un aumento dell’offerta di petrolio a breve termine è limitato dalla capacità in eccesso, e dal petrolio che viene immagazzinato nelle riserve, riserve strategiche aziendali.

L’approvvigionamento del petrolio ha visto un aumento dovuto al passaggio dal gas non convenzionale ai vari liquidi nella produzione di scisti bituminosi, che è stato a sua volta innescato da bassi prezzi del gas naturale prevalentemente negli Stati Uniti e dall’aumento dell’attività nelle sabbie bituminose canadesi.

I recenti record di prezzi bassi del gas naturale negli Stati Uniti a causa dell’aumento dell’offerta di gas naturale non convenzionale hanno spostato la produzione verso il petrolio e gas liquidi negli Stati Uniti, che ha aumentato la disponibilità del petrolio stesso.

I principali produttori di petrolio del mondo sono l’Arabia Saudita, Russia, Stati Uniti, Iraq, Iran, Kuwait, Venezuela, Canada, Messico e Regno Unito (Mare del Nord).

Come si riflette tutto questo quadro estremamente complesso nella vita di tutti i giorni, nell’inflazione che mina quotidianamente il nostro potere d’acquisto?

Gli studi più accreditati affermano che i rincari del greggio si traducono in aumenti del prezzo al consumo dei carburanti in modo completo e nel giro di poche settimane.

Le oscillazioni di prezzo del gas naturale seguono quelle del petrolio, con un certo ritardo ma analoga completa traslazione sui prezzi al consumo. Infine tengo a precisare che troppe volte si colpevolizza l’andamento del prezzo del petrolio per i rincari in bolletta, non è cosi! In quanto le variazioni delle bollette eletrriche sono scarsamente correlate all’andamento del mercato petrolifero perché in buona, larga parte regolamentate dallo Stato, e influenzate dai costi di rete e dalla produzione locale di energia da fonti rinnovabili.

Prospettive

Sulla base dei fattori di cui sopra, abbiamo assistito alla contrazione del prezzo del petrolio greggio del 24% nel 2° trimestre 2012. L’eccesso di offerta e il rallentamento della crescita del petrolio avrà un ruolo fondamentale nel dirigere i prezzi in futuro. Le case automobilistiche e i consumatori hanno mostrato una risposta lenta verso le vetture con energia alternativa, e se qualche progresso è stato fatto su questo fronte, tale da indirizzare una parte significativa dei consumatori verso queste vetture, questo sarà dannoso per i prezzi del petrolio andando avanti.

I prezzi del gas naturale sono scesi ai minimi storici negli Stati Uniti a causa di un eccesso di offerta del gas naturale non convenzionale, che ha accresciuto il divario tra i prezzi del petrolio e del gas stesso. Se i consumatori andranno verso il combustibile più economico, questo interesserà la domanda di petrolio, che pregiudicherebbe il suo prezzo.

La previsione generale del mercato è che i prezzi del petrolio saliranno oltre i 100 dollari al barile. Questa ipotesi di inversione è molto forte, a condizione che la crisi del debito nell’Unione europea sia risolta, e che l’economia Statunitense e cinese comincino a mostrare segni di crescita. Tuttavia i prezzi possono rimanere depressi a causa di una minor disponibilità del gas naturale negli Stati Uniti, dallo sviluppo cinese per quanto riguarda il gas scisto, il continuo rallentamento dell’economia negli Stati Uniti e in Cina e il perdurare della crisi del debito e della recessione nell’Unione europea.

 

PARTE PRIMA

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