iForexFacile

Il portale dedicato a chi non si limita a SAPERE ma tende a CAPIRE…

   

Equitalia … come è nata? La vera storia…. parte terza.

Tag icon

Published under I.P. (Important Post), ITALIA, un paese solo a metà

Clock icon

11 Novembre 2012

Comments icon

No comments

 

La situazione é ancora peggio di così. Con questo D.L. Viene prevista ed incentivata la partecipazione dei Comuni alle attività di accertamento tributario, mediante segnalazioni o tramite la trasmissione di informazioni che possano consentire di individuare fenomeni di evasione fiscale e contributiva, con il riconoscimento agli stessi di una quota pari al 33% delle maggiori somme accertate ed effettivamente riscosse. Dopo quello che abbiamo visto con la truffa degli autovelox …possiamo aspettarci di tutto. Pure i Comuni ci danno ora la caccia.
L’ Estorsione di Stato di Equitalia é quindi dovuta ai dispositivi di legge in vigore, grazie ai quali può iscrivere a ruolo qualsiasi tipo di credito: reale o inventato. Tanto loro lo sanno che molti cittadini pagano anche quando le richieste sono “pazze”. Gli italiani pagano lo stesso, non perché sono così scemi, ma perché si sanno fare due conti: costo del ricorso, avvocato, tempo necessario a vincere (dai 2 ai 10 anni) rischio di ulteriori sanzioni accessorie…Inoltre il debito erariale è comunque immediatamente esigibile, anche in presenza del ricorso giudiziario. Non sempre i giudici concedono la sospensiva e quasi mai viene concessa in tempo per evitare l’esecuzione forzata sui beni del debitore (pignoramenti, ipoteche, fermi amministrativi).
Esempio: un professionista che ha una ditta con fido bancario ed autocarro, prima di vedere vinte le sue ragioni nei tribunali per un importo non dovuto di soli 3000 Euro, vedrà il proprio mezzo fermato “con le ganasce fiscali”, dovrà noleggiare (non comprare per evitare la stessa sorte) un mezzo uguale e si vedrà richiedere indietro il fido dalla banca dopo l’accensione di un’ ipoteca da parte di Equitalia. La vittoria giudiziaria non arriverà prima di 5 anni, le spese sempre se saranno liquidate in sentenza, non copriranno nemmeno il costo del legale. Il ricorso porta ad una spesa pari a oltre 5 volte l’importo non dovuto richiesto. Le spese che Equitalia sostiene per le liti: avvocato, sentenza di condanna, cancellazioni, sono a carico della fiscalità generale, quindi in quota allo stesso contribuente cornuto e mazziato.

Il conflitto di interessi in Equitalia.

Noi tutti, quando parliamo di Equitalia facciamo subito riferimento all’Agenzia delle Entrate, con il colpevole silenzio di tutti gli organi di stampa, politica e lo stesso governo, che manda in avanscoperta e tutela dei propri interessi il Dott. Befera, qui sotto parlerò anche dell’altro socio di Equitalia, ovverosia l’INPS. Nel silenzio generale di tutti, nella situazione di grave crisi e delle scure di Equitalia ci sono anche le somme dovute a questo Ente previdenziali che tutti conosciamo. Ebbene del conflitti di interessi che ha questo Ente in Equitalia, nessuno né parla.
Un conflitto di interessi in carne e ossa, di cui è protagonista Antonio Mastrapasqua, numero uno dell’Inps, un vero e proprio “re degli incarichi” come lo chiamano in molti. La sua figura viene criticata da più parti da qualche tempo a questa parte, soprattutto da quando il decreto Salva Italia ha accorpato l’Inpdap e l’Enpals nello stesso ente previdenziale, conferendo a Mastrapasqua ulteriori poteri, ma soprattutto stipendi. E non c’è dubbio che la nuova nomina nei suoi confronti accentuerà la discussione; il presidente dell’Inps sarà anche il titolare e punto di riferimento di Idea Fimit, società di gestione del risparmio che era alla ricerca di un personaggio che sostituisse il dimissionario Paolo Crescimbeni. La società ha appena un anno di vita, ma l’incorporazione citata in precedenza ha reso necessario l’incarico di Mastrapasqua, visto che Enpals e Inpdap sono azionisti della stessa Idea Fimit. Si è persa ormai la conta di ruoli da presidente e presenze in consiglio di amministrazione, con la novità odierna dovremmo essere arrivati a quota 25 (in precedenza erano ben cinquantacinque, poi si sono ridotti), per l’appunto un conflitto di interessi di dimensioni spaventose. Tanto più che pare che tanto potere abbia spinto il maxi-dirigente a cimentarsi nell’invio di tantissime ingiunzioni di pagamento ingiustificate per alcuni mancati versamenti, senza andare a verificare se gli avvisi stessi fossero fondati o meno. Il senatore Elio Lannutti, il quale è anche presidente dell’Adusbef, sta lamentando questa situazione grave e paradossale da tempo, soprattutto i metodi di ingiunzione, definiti pesanti ed estorsivi. Ma in quali enti e società primeggia il nome di Mastrapasqua? La presidenza dell’Inps è soltanto quella più prestigiosa, ma si possono annoverare anche quelle di Equitalia Gerit, Equitalia Etr e Equitalia Esatri, controllate dalla famigerata Equitalia, senza dimenticare i ruoli da vicepresidente all’interno di Euitalia Nomos e gli incarichi come liquidatore, revisore dei conti, presidente dei collegi sindacali e consigliere semplice. I cittadini vanno tutelati e una figura così controversa mette sicuramente paura.
La strana situazione di Torino. Nelle sedici società satellite dell’agenzia che curano le riscossioni in sede locale, ci sono diversi ex politici. Anche il deputato pdl Marco Milanese, imputato nella storia della P4, vi ha sistemato alcuni suoi amici
Come racconta l’avvocato Alberto Goffi (l’udc piemontese che da tempo denuncia gli abusi dell’agenzia), l’implacabile macchina da guerra Equitalia porta dentro di sé diversi conflitti d’interesse. La presidente di Equitalia Nomos (la struttura sovrintende Torino e provincia, ora inglobata in Equitalia Nord) è Matilde Carla Panzeri. Già funzionario della Banca d’Italia, oggi la Panzeri è presidente di una società pubblica che cura il recupero dei crediti dello Stato e degli enti locali. Ha quindi possibilità di accesso alle informazioni sullo stato patrimoniale dei torinesi, sulla solvibilità degli imprenditori della provincia e – tra l’altro – negli ultimi quattro anni la Panzeri attraverso i suoi dirigenti ha firmato 43mila ipoteche sulle case di Torino e il suo hinterland. La manager, però, dal 2008 è anche presidente di una società privata, la Npl spa (sede a Milano), che cura per statuto l’acquisizione di immobili, la riscossione di crediti in sofferenza, il finanziamento terzi, ed è leader nella cartolarizzazione dei crediti bancari. Solo la disponibilità dei dati pubblici, si comprende, è un chiaro vantaggio per una società privata, in questo caso la sua Npl
Alcune inchieste giornalistiche e di magistratura hanno già messo in evidenza come spesso nei consigli di amministrazione delle società satellite di Equitalia (oggi in via di scioglimento) vi siano ex politici che controllano come nel collegio di riferimento i controlli fiscali non siano troppo serrati. L’inchiesta della Procura di Napoli sulla P4, poi, ha rivelato come il braccio destro di Giulio Tremonti, il deputato pdl Marco Milanese, ha usato anche la società pubblica di riscossione per sistemare uomini a sè vicini. Tra questi, Guido Marchese, commercialista del sindaco di Voghera Carlo Barbieri (Pdl). Marchese è stato figura di riferimento in Equitalia Esatri (la struttura che cura la riscossione a Milano e provincia). Entrambi, il sindaco di Voghera e il suo commercialista Marchese, oggi sono agli arresti domiciliari per corruzione (l’inchiesta, appunto, su Milanese).
E spulciando negli elenchi del personale di Equitalia, si scopre che dal 2008 vi lavora Flavio Pagnozzi, figlio del segretario generale del Coni, Lello. Più o meno nello stesso periodo, ai servizi legali del Comitato Olimpico è stato contrattualizzato Marco Befera, figlio di Attilio. Potrebbe sembrare un caso di “assunzioni incrociate”.
Le ovvie conseguenze della cecita’ del governo e dell’insensibilita’ dei soci di Equitalia
Sentiamo giornalmente episodi di suicidio ed attacchi ad Equitalia, senza che il Governo, i proprietari di Equitalia ed i Politici approfondiscano i motivi alla base del dramma, o lo fanno in modo superficiale.
In un quadro come questo (che in questo periodo di crisi “nera” è frequentissimo) ovvero dinnanzi all’impossibilità di far fronte alle spese “ordinarie”, le richieste di pagamento da parte di Equitalia (che in base alle normative recentemente può pignorare e svendere all’asta le case dopo soli 2 mesi dall’ingiunzione) costituiscono la definitiva rovina. Uno stato serio dovrebbe aiutare le aziende a superare le difficoltà, per esempio dilazionando/posticipando il pagamento delle tasse. Dovrebbe essere nell’interesse dello stato aiutare la loro “sopravvivenza”, visto che se chiudono perdono definitivamente gettito fiscale (e posti di lavoro). Ma invece accade l’esatto opposto. Lo stato, che negli anni ha devoluto alle aziende come la FIAT capitali immensi, provento delle tasse imposte ad aziende come questa, che contribuisce ad affossare.
Suicidi, ma non solo. Anche senza arrivare a tanto, sono centinaia di migliaia i cittadini che non vivono tranquilli, perché riescono a far fronte alle cifre richieste dagli “strozzini di stato”. Equitalia non vuole storie: pretende soldi anche da chi non ce li ha, e come se non averceli fosse una colpa, punisce i “malcapitati di turno” con penali e tassi di interessi assurdi, tali da raddoppiare l’importo dovuto in breve termine. Bastano cifre modeste per far scattare il fermo amministrativo dell’automobile del “debitore”, rendendo così impossibile, in alcuni casi, persino recarsi al lavoro. E se qualcuno, nell’impossibilità di farne a meno, si azzarda a usare il mezzo sequestrato, scattano sanzioni persino più alte dell’importo dovuto!

CRONISTORIA

parte prima

parte seconda

parte terza

parte quarta




Qualora l'articolo fosse di tuo gradimento, ti invitiamo a sostenerci mediante una piccola donazione cliccando l'apposito bottone in alto a destra nella pagina o sul banner sottostante.






    Lascia un commento

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

    Captcha *

Bottom border