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Equitalia … come è nata? La vera storia…. quarta e ultima parte.

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Published under I.P. (Important Post), ITALIA, un paese solo a metà

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19 Novembre 2012

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A causa di queste vessazioni, moltissime persone cadono nel tunnel della depressione, non dormono la notte, come se non bastassero i problemi economici a minarne la serenità! Il 26 Febbraio 2012 un europarlamentare del gruppo PPE (partito popolare europeo) ha presentato una “interrogazione scritta” alla commissione: “oggetto: crescenti episodi di “suicidi per insolvenza” da parte di imprenditori“. Ecco la risposta della commissione, datata 19 Aprile 2012, che prometteva di aver intrapreso e di star intraprendendo interventi in questa direzione di cui non si è visto l’ombra, un anno dopo.
Per un debito di 10.000 Euro arrivano a togliere dieci volte tanto: non si tratta di un “esempio esagerato” ma della PURA REALTA’: il meccanismo lo abbiamo illustrato in questo articolo.
Una vera e propria persecuzione di stato. MAGARI FOSSERO COSI’ INTRANSIGENTI CON I “GRANDI EVASORI”… che spesso “contrattano” e riescono a pagare una parte modesta del dovuto.
Questa situazione colpisce più persone di quante si possa immaginare: è difficile percepirlo, poiché GRAZIE AL MODELLO CULTURALE IMPOSTO DAI MASS MEDIA, CHI HA PROBLEMI ECONOMICI SI VERGOGNA DI AVERLI. Come se avere problemi a causa della crisi CHE HANNO CAUSATO LORO, fosse “qualcosa di cui vergognarsi”. Basta pensare che nella sola provincia di Lucca, secondo i dati del Codacons, sono più di 22.000 le cartelle esattoriali spedite ai cittadini per capire quanto questo fenomeno allarmante sia diffuso. Probabilmente la maggioranza di loro è riuscita a pagare: ma alcune migliaia sicuramente no.
Non riescono a pagare 5 e loro gli chiedono 7: poi 8, infine 10. E poi SVENDONO i beni all’asta. Svendono, non vendono. Perché una casa che vale 200.000 Euro (che con gli interessi del mutuo è stata pagata 350.000) viene svenduta all’asta per poche decine di migliaia di Euro.
Il problema riguarda prevalentemente piccoli imprenditori, artigiani e commercianti: per chi lavora “in proprio” spesso cessare la propria attività, significa aver contratto debiti. In alcuni casi invece, è proprio Equitalia a dare il “colpo di grazia” alle aziende che riescono ad evitare la chiusura “sul filo di lana”. Ma le vessazioni non riguardano solo gli imprenditori. Nella rete di Equitalia ci finiscono anche lavoratori dipendenti non in regola con i pagamenti dell’Irpef (magari a causa di un errore del commercialista che fa le buste paga) e tutti coloro che, a qualsiasi titolo, devono qualche cosa allo stato.
A Ottobre 2011 il governo Berlusconi ha persino aumentato i poteri di Equitalia, che adesso può pignorare e svendere una casa all’asta a distanza di appena 2 mesi dal procendimento. PDL e Lega Nord hanno fornito nuove armi a equitalia, in barba alle promesse fatte agli elettori. Tra l’altro a Giugno 2011, tre mesi prima dell’approvazione di questa legge, in occasione del “raduno di Pontida” i dirigenti leghisti avevano promesso di porre un freno ad equitalia ai militanti leghisti che lo chiedevano a gran voce. Matteo Salvini, in un’intervista del 20 Giugno 2011, parlava di strozzinaggio: evidentemente riconoscere che si tratti di strozzinaggio non basta per indurli a ripristinare una situazione di democrazia: anzi, hanno inasprito le regole… dopotutto – siamo pronti a scommettere – che a casa Salvini (e di tutti i politici vicini al governo) le “cartelle esattoriali” non sono arrivate.
Quello che suscita ancora più indignazione, sono poi alcuni “particolari” riguardanti l’agenzia:
Nei mesi scorsi, emerse un vero e proprio scandalo: una società che comprava (a prezzi stracciati) le case svendute all’asta, era di proprietà di una manager di equitalia. Un conflitto di interessi gravissimo, nonostante ciò la notizia non ha trovato spazio sulla maggior parte dei giornali: per non parlare della TV, dove non ha trovato la minima menzione.
E’ di qualche tempo fa la notizia – che ovviamente, come al solito, non è stata diffusa dai media – che Equitalia a Torino ha acquistato un vero e proprio palazzo di lusso, vincolato dal ministero dei “Beni Culturali” per la “modica cifra” di 31.000.000 di Euro, di cui 29 milioni 920 mila per l’acquisto dello stabile e un altro milione per aggiudicarsi 45 box auto destinati ai dirigenti, a cui forniscono un garage privato per ciascuno.
SVENDONO LA PRIMA CASA AI CITTADINI E FANNO CHIUDERE LE AZIENDE INSOLVENTI PER ACQUISTARE LUSSUOSE SEDI? EVIDENTEMENTE, SI!
Vorrei potervi dire quanti soldi spende globalmente questa “agenzia” per il “mantenimento” di se stessa: dall’acquisto delle sedi, alle eventuali “auto di servizio”, fino agli stipendi di dipendenti, manager, responsabili vari e impiegati: purtroppo però, nonostante tante ricerche fatte non sono in grado di dare una risposta a questo quesito……….. e di questo vi chiedo umilmente venia !!
E’ praticamente impossibile fare i conti in modo preciso, come per la politica. Forse queste risposte dovrebbero darcele le molte testate giornalistiche che vivono di finanziamenti pubblici, che in alcuni casi non sarebbero necessarie per la loro sopravvivenza, visto che alcune hanno ottimi introiti pubblicitari. Ma considerando l’importo speso da Equitalia per comprare una sede a Torino, è facile immaginare che buona parte dei soldi che “recuperano” rovinando le famiglie, vengano bruciati per il mantenimento della struttura organizzativa.
Lo stipendio dell’Amministratore Delegato di Equitalia, Attilio Befera, ammonta a 456.733 Euro all’anno.
Fonte agenzia delle Entrate
Ps: a questi 4 soldi vanno aggiunti altri 300.000 e passa mila euro come direttore dell’Agenzia delle Entrate.

 

CRONISTORIA

parte prima

parte seconda

parte terza

parte quarta




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